BusinessOnline - Il portale per i decision maker


Andare in rosso sul conto corrente: quando si spende di interessi. Confronto banche 2012

Quanto si spende se si va in rosso sul conto? Dati banche


E’ l’incubo di ogni titolare di conto corrente quello di andare in rosso, lo è da sempre ma oggi ancor di più considerando la rapida salita delle spese sullo scoperto.

Oggi lo scoperto di conto può arrivare a costare fino a 50 euro se si sconfina di 500 euro per un solo giorno e a far crescere questi costi sono soprattutto le poco trasparenti commissioni sullo sconfino, quelle che hanno sostituito le vecchie commissioni sul massimo scoperto, cancellate dal decreto Bersani ma che in realtà, come molti pensano, non sono state completamente eliminate, quanto solo denominate in maniera diversa.

Per cui può accadere che la vecchia commissione di scoperto si chiami ora Commissione Manca Fondi, Commissione Immediata Disponibilità Fondi. Da un’indagine condotta dall’università Bocconi (équipe di Stefano Caselli, docente di Economia degli intermediari finanziari) per CorrierEconomia, fra le prime sei banche italiane, analizzando due casi di sconfinamento extra-fido e in assenza di fido è risultato che nel primo caso, i tassi nominali variano fra il 13,5% (Intesa) e il 16,6% (Unicredit), nel secondo toccano il 17% (Intesa Sanpaolo, che però qui non applica la commissione extra- fido).

Si paga, cioè, di più se non si ha il fido. Secondo l’indagine Bocconi, infatti,se non si ha un fido e si va in rosso di 500 euro per un solo giorno, si spendono 50,23 euro con il Montepaschi e 25,19 euro con Bnl. Se lo sconfino dura un mese, invece, si arriva a spendere anche 74,42 euro con Unicredit e 67,08 euro con Intesa Sanpaolo.

C’è poi il caso in cui si ha il fido, ma lo si supera. In questo caso per 500 euro di rosso si spende la metà, 25,19 euro al massimo se si sconfina per un giorno e 26,31 per una settimana (in entrambi i casi con Bnl). Se si sfora per un mese, la cifra sala a un massimo di 74,42 (Unicredit).

 




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il 17/03/2012 alle ore 07:15