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Riforma lavoro 2012: novità e misure dopo trattative con i sindacati

Le ultime novità riforma lavoro



La modifica dell’articolo 18 e il reintegro del posto solo per i licenziamenti discriminatori, ma sarà esteso anche alle imprese con meno di 15 dipendenti, per quelli economici solo indennizzo, da 15 a 27 mensilità, i contratti a tempo indeterminato dominanti, vincoli su quelli a progetti, rafforzare apprendistato e formazione per cui dopo 36 mesi scatta l'assunzione: queste le ultime novità della riforma lavoro dopo le trattative Monti-Fornero e sindacati.

La Riforma del Lavoro sarà fatta anche con il no della Cgil: il premier Mario Monti ha detto, infatti, che “nessuno oggi ha potere di veto e il governo non intende riflettere la cultura del consociativismo.

Tutte le parti sociali acconsentono alle modifiche dell'articolo 18 ad eccezione della Cgil Ci dispiace, ma per noi la questione è chiusa”. Tra le principali novità illustrate dal ministro Fornero, la questione licenziamenti discriminatori, per cui il governo propone di lasciare il reintegro per i soli licenziamenti discriminatori, che si estende però a tutte le imprese, anche quelle sotto i 15 dipendenti, attualmente escluse salvo che per i licenziamenti discriminatori.

Per i licenziamenti economici, per esempio nel caso di crisi dell'azienda ossia per una ragione oggettiva, è previsto solo un indennizzo da 15 a 27 mensilità. Per i licenziamenti disciplinari è il giudice che decide: o il reintegro, nei casi gravi, o una indennità al massimo di 27 mensilità, tenendo conto dell'anzianità del dipendente allontanato. È stata inserita anche una tassa sul licenziamento pari a un mese e mezzo di retribuzione.

Per quanto riguarda i contratti, quello a tempo indeterminato sarà dominante con il rafforzamento dell'apprendistato per l'ingresso nel mercato del lavoro. Saranno penalizzati i contratti a termine (ad esclusione di quelli stagionali o sostitutivi) con un contributo aggiuntivo dell'1,4% da versare per il finanziamento del nuovo sussidio di disoccupazione (oltre all'1,3% attuale). Per i contratti a termine non saranno possibili proroghe oltre i 36 mesi.

Dopo la laurea o dopo un master si va in azienda ma non con uno stage gratuito, magari sarà una collaborazione, magari un lavoro a tempo determinato ma è un lavoro e l'azienda lo deve pagare. Il governo punta poi a rafforzare il contratto di apprendistato come contratto principale di ingresso nel mercato del lavoro.

Non sarà più permesso alle aziende fare stage gratuiti per i giovani al termine di un ciclo formativo, ad esempio dopo il dottorato. Spazio poi alla questione ammortizzatori: il nuovo sistema andrà a regime nel 2017, ma se il nuovo sussidio di disoccupazione (l’Aspi) entrerà in vigore da subito, l'indennità di mobilità (che vale oggi per i licenziamenti collettivi e può durare fino a 48 mesi per gli over 50 del Sud) sarà eliminata definitivamente solo nel 2017. Per il nuovo sistema sono previste risorse aggiuntive per 1,7-1,8 miliardi.

La nuova Aspi, l’assicurazione sociale per l'impiego, sostituirà l'attuale indennità di disoccupazione, durerà 12 mesi (18 per gli over 55) e dovrebbe valere il 75% della retribuzione lorda fino a 1.150 euro, e il 25% per la quota superiore a questa cifra, con un tetto di 1.119 euro lordi per il sussidio. Si riduce dopo i primi sei mesi.

Sarà quindi più alta dell'indennità attuale che al suo massimo raggiunge il 60% della retribuzione lorda (e dura 8 mesi, 12 per gli over 50). La proposta del governo sulle partite Iva prevede invece l'introduzione del lavoro subordinato dopo 6 mesi, se la prestazione di lavoro è presso un committente.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il