BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Call Center:lavoratori precari hanno diritto al posto fisso. Sentenza storica contro Atesia-Almaviva

La storica sentenza della Cassazione: cosa prevede



Lavoratori a progetto co.co.co, co.co.co pro, a contratto tempo determinato o partita iva nei call center meritano il posto fisso se il capo è troppo pressante. Storica la sentenza della Suprema Corte che ha condannato la Atesina-Almaviva contact (la più grande società del settore in Europa) a reintegrare una lavoratrice impiegata per ben 6 anni, dal 2001 al 2007, come ‘autonoma’.

Per la Corte, la natura di lavoro a contratto o a progetto non poteva essere sostenuta a causa del controllo ‘particolarmente accentuato ed invasivo’ da parte dell'azienda. Protagonista della storia è Roberta B a cui il tribunale di Roma, in primo grado, aveva negato il diritto al posto fisso, accogliendo la tesi di Atesia circa la natura autonoma del rapporto.

La Corte d'Appello, invece, ne ha dichiarato la natura subordinata dal 2001 fino ad oggi, condannando il call center a riassumere la lavoratrice, nel frattempo licenziata e a pagarle le retribuzioni non corrisposte.

Secondo la Cassazione era stato sufficientemente provato dalla Corte territoriale che ‘l’attività si svolgeva all'interno dei locali aziendali e che la lavoratrice doveva coordinarsi con le esigenze organizzative aziendali e quindi la lavoratrice era pienamente inserita nell'organizzazione della società, utilizzando strumenti e mezzi di quest'ultima senza alcun rischio di'impresa’.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il