Mutui: rata interessi variabile cala mentre aumenta il fisso a Marzo 2012. I motivi

Andamento mutui tassi variabili e fissi marzo 2012: meglio preferire il variabile



Scende lo spread tra Btp e Bund e calano anche le rate dei mutui, di quelle variabili soprattutto. L'iniezione di liquidità della Banca centrale europea (Bce) sembra, dunque, aver sortito i propri effetti e i tassi Euribor sono improvvisamente scesi fino a tornare vicini ai minimi storici di due anni fa.

L’Euribor, dunque, torna ai minimi e gli italiani tornano a voler investire nel mattone. In linea generale, è possibile stimare un risparmio di almeno il 5% rispetto alla scorsa estate, che tradotto in termini pratici significa che se se per un mutuo a 20 anni da 100.000 euro si pagava 538 euro su base mensile ora il costo scende a 510 euro circa.

Nonostante una lieve ripresa del mercato del mattone rispetto agli ultimi mesi del 2011, comprare una casa oggi costa ancora moltissimo, soprattutto a causa dei tassi applicati dalle banche. Secondo l'Osservatorio MutuiOnline, la discesa dei costi sui mutui emerge per i tassi variabili e nella durata più breve, dieci anni, tra le offerte più convenienti spicca quella di Cariparma, Crédit Agricole che prevede un tasso iniziale del 3,77%, mentre un mese fa per la stessa durata Intesa Sanpaolo proponeva la migliore offerta, con un tasso del 4,11%.

La rata, per un importo di 120 mila euro, è scesa così da 1.195 euro a 1.180. Nella durata più lunga, 40 anni, Ing Direct offre oggi un finanziamento al 4,30%, che si confronta con il 4,50% proposto un mese fa dallo stesso istituto.

Non va bene, invece, in questo marzo 2012 il tasso fisso, il cui costo cresce al contrario del variabile, segno che forse coloro che hanno sempre preferito il variabile hanno sempre avuto ragione, nonostante per alcuni momenti nei mesi passati sia stato meno conveniente del fisso.

La ragione che spinge in molti a scegliere il tasso fisso, nonostante comporti rate più alte, è comunque la sicurezza di pagare sempre una stessa cifra anche quando l’andamento del mercato è decisamente altalenante.

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di Marcello Tansini pubblicato il