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Riforma del lavoro 2012 è ufficiale. Novità approvate consiglio dei Ministri

Le novità ufficiali della Riforma del Lavoro 2012



Nonostante le opposizioni sulle modifiche all’art 18, il governo va vanti per la sua strada e mentre il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, assicura: “Non lo aboliamo, distinguiamo le fattispecie”, il premier Mario Monti ha promesso: “Eviteremo gli abusi”. Tante le novità della nuova riforma del lavoro 2012, dall’Aspi, ai nuovi contratti, alle modifiche sull’art 18, ai licenziamenti.

Questo sicuramente il punto più controverso: l’art 18 dello Statuto dei lavoratori che garantisce ai dipendenti delle imprese con più di 15 dipendenti il reintegro al lavoro nel caso di licenziamenti senza giusta causa, oggi cambia. Tre ora tipi di licenziamento: per motivi economici, disciplinari e discriminatori e i relativi indennizi o reintegri se i licenziamenti risultassero illegittimi.

Per i licenziamenti discriminatori non è prevista alcuna modifica, mentre molti sono i cambiamenti che interesseranno i licenziamenti economici e disciplinari, i primi quelli per motivi oggettivi, come soppressione della mansione cui era addetto il lavoratore, cancellazione del reparto o dell’ufficio in cui lavora il dipendente, introduzione di macchinari che fanno risparmiare sul lavoro umano, crisi o difficoltà aziendale, chiusura dell’attività, non prevederanno mai la possibilità di reintegro, ma daranno vita a una procedura di conciliazione ed eventualmente un indennizzo economico, mentre i secondi, quelli definiti per motivi soggettivi, daranno al giudice il compito di valutare la situazione e decidere poi se applicare il reintegro o l'indennizzo.

Spazio poi all’Aspi, nuova assicurazione sociale per l’impiego che sostituirà le indennità di mobilità e di disoccupazione, che varrà anche per gli apprendisti, dipendenti privati e pubblici con contratto non a tempo indeterminato che abbiano lavorato almeno 52 settimane nell'ultimo biennio.

L’Aspi durerà 12 mesi per i lavoratori sotto i 55 anni e 18 mesi dai 55 in poi, ha un tetto di 1.119 euro, calcolato per il 70% fino alla retribuzione di 1.250 euro e per il 30% per la parte eccedente, con un taglio del 15% dopo i primi 6 mesi e di un ulteriore 15% dopo altri 6.

Per quanto riguarda poi il sistema di ammortizzatori, il governo ha pensato ad un sussidio di disoccupazione universale che sostituisca l'attuale indennità di disoccupazione ma anche la mobilità.

Novità anche nel mondo dei contratti: i contratti a tempo determinato prevederanno un contributo aggiuntivo dell'1,4% mentre per i contratti a progetto previsto un aumento dei contributi previdenziali (27,72%), avvicinandoli all’aliquota dei lavoratori dipendenti (33%).

Le imprese che assumono, invece, con contratti a tempo indeterminato riceveranno un premio di ‘stabilizzazione’, sarà la strada principale per l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, partite Iva e collaborazioni a progetto verranno, pian piano, disincentivate (anche dal punto di vista normativo), fino a scomparire, per i contratti a progetto sarà necessaria una definizione più stringente del progetto e aumenteranno i contributi.

Novità anche per gli stage che non potranno più essere non retribuiti. Ciò significa che i giovani che dopo aver conseguito una laurea e fatto un master faranno uno stage, dovranno essere regolarmente retribuiti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il