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Riforma lavoro: assegni disoccupazione e indennità maggiori per chi ha più di 58 anni

Cosa cambia per disoccupati e licenziati con la nuova riforma lavoro



Quando la riforma degli ammortizzatori entrerà a regime, nel 2017, il fondo per la mobilità, che ha una dotazione di circa 700 milioni, servirà come strumento di sostegno al reddito dei lavoratori over 58/60 anni in caso di licenziamento o verrà utilizzato per integrare la durata dell'assicurazione sociale per l'impiego.

Questa è una delle novità contenute nel testo della riforma del lavoro che prevede uno 0,3% versato dalle imprese per colmare una penalizzazione, visto che l'Aspi per la fascia di età suddetta ha una durata di 18 mesi, rispetto ai 36 mesi della mobilità, che diventano 48 mesi al Sud.

L'Aspi sostituirà anche l'indennità di disoccupazione con requisiti ridotti, destinata ai lavoratori temporanei, con un cambiamento dei criteri di accesso: saranno necessarie almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 12 mesi (mobili), contro gli attuali 78 giorni di lavoro con minimo 2 anni di anzianità assicurativa. L'assicurazione sarà pagata durante la disoccupazione e non l'anno successivo come accade attualmente.

Dunque, la trasformazione dell'attuale indennità di disoccupazione in assicurazione sociale per l'impiego, con il graduale superamento della mobilità avverrà attraverso una transizione che si completerà nel 2017.

Per gli ammortizzatori sociali, verranno mantenute la cassa integrazione ordinaria, i contratti di solidarietà nell'attuale assetto e la Cig straordinaria per ristrutturazione e crisi aziendale. Per i settori non coperti dalla Cig ordinaria, come artigiani e commercianti tutelati dalla cassa in deroga, destinata a scomparire, il documento conferma l'obbligo di costituzione dei fondi di solidarietà per le imprese sopra i 15 dipendenti, attraverso accordi tra le parti sociali.

Ma presto dovrebbe arrivare anche l'estensione dei fondi alle aziende sotto i 15 dipendenti, che altrimenti si troverebbero prive di tutele in costanza di rapporto di lavoro. Invece di un contributo uguale per tutti, si ragiona sulla graduazione secondo le specifiche esigenze di ciascun settore.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il