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Imu quanto si paga

Quanto pagheranno di Imu i cittadini italiani



La nuova Imu, tassa sulla casa che sostituisce l’Ici, rappresenterà una stangata per tutti gli italiani proprietari di abitazioni, soprattutto di seconde e terze case, a causa soprattutto degli aumenti previsti dai Comuni, che saranno differenti da città a città e che andranno a far crescere l’imposta.

Sono molte, infatti, le città italiane in cui l’aliquota Imu crescerà, a partire da Torino, Milano  e Roma, dove i cittadini avranno il conto più salato, passando per Bologna e Firenze, Reggio Emilia o Terni.

L’Imu sarà applicata su qualsiasi tipo di immobile (anche se per le abitazioni principali c’è un sistema di detrazioni). Il meccanismo di calcolo dell’Imu è uguale a quello dell’Ici ma esistono dei moltiplicatori, che di fatto fanno lievitare la base imponibile: si parte dalla rendita catastale, la si rivaluta e il risultato lo si moltiplica per un coefficiente.

C’è però da considerare che le rendite catastali sono state rivalutate del 60% rispetto all’Ici e che gli aumenti dei Comuni saranno poi differenti da città a città, a Torino, per esempio, l’aliquota arriverà al 6 per mille per avere un gettito paragonabile all'ex Ici, come a Roma, dove i proprietari di seconde case arriveranno a pagare addirittura il massimo. A Milano, invece, rimarrà ferma al 4 per mille l'aliquota base sull'abitazione principale, ma aumenterà notevolmente quella sugli altri immobili.

Sulle abitazioni, le ipotesi parlano di un’Imu al massimo (10,6 per mille) per le case lasciate vuote e di un trattamento particolare per quelle affittate a canone concordato (4,6 per mille), mentre per le locazioni di mercato l'aliquota si potrebbe attestare al 9,6 per mille.

Prendendo poi per esempio il caso di abitazioni di circa 100 mq, di categoria A 3, in zona semicentrale, moltiplicando la rendita catastale per 100 e applicando le aliquote Ici, il risultato è che per una prima casa Genova si pagheranno 372 euro circa, a Bologna 676 euro, a Firenze 403 euro, mentre a Lecce 112 euro. Per le case sfitte, poi, si somma l’Irpef aumentata di un terzo e ne risulta che per una casa vuota a Torino si pagheranno 1.523 euro, a Milano 1.325 euro, a Bologna 2.321 euro, a Genova 1.230 euro, a Firenze 1.599 euro593, a Roma 1.792 euro e a Lecce 593 euro.

I Comuni hanno tempo fino al 30 giugno 2012 per mettere in atto gli aumenti che, in molti casi, verrebbero varati soltanto dopo le elezioni amministrative. L’imposta casa sulla prima casa potrà essere più leggera per le famiglie che hanno figli a carico, per cui è prevista una detrazione di 200 euro per ogni figlio con età inferiore ai 26 anni, per un massimo di 800 euro. La dichiarazione Imu dovrà essere presentata entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui sorge il presupposto impositivo.

La prima scadenza da segnare in calendario è quindi quella del 30 giugno 2013, dopo di che il modello sarà da presentare l'anno dopo ogni cambio rilevante nella situazione del proprietario, per esempio a causa della vendita di un immobile. Per l'acconto di giugno i contribuenti dovranno calcolare quanto versare sulla base dell'aliquota di partenza dello 0,4% (0,76% dalla seconda abitazione in poi), senza tenere conto delle eventuali variazioni dei sindaci.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il