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Btp Italia: rendimenti ufficiali. Confronto bot e conti deposito considerando tasse

Rendimenti Btp Italia e grande successo asta



Successo oltre le aspettative per il nuovo BTp Italia (durata 4 anni, indicizzato all'inflazione italiana): se il Tesoro puntava a raccogliere fino a 2 miliardi di euro, la domanda si è attestata a quota 7,29 miliardi ed è arrivata soprattutto dai piccoli risparmiatori che per la prima volta hanno potuto sottoscrivere un titolo in fase d'asta anche direttamente dal pc di casa.

Il dato sul rendimento reale comunicato dal Tesoro è stato fissato al 2,45% (sopra la soglia minima del 2,25% indicata inizialmente). Ciò significa che chi ha sottoscritto questi titoli nei quattro giorni di apertura del mercato primario (dal 18 al 22 marzo) percepirà questo tasso base, cui si aggiunge il tasso di inflazione calcolato sulla base dell'andamento dell'indice Foi-ext (misurato sull'aumento dei prezzi per famiglie, operai e impiegati escludendo i prezzi dei tabacchi).

Chi mantiene il titolo fino alla scadenza (26 marzo 2016) percepirà anche un premio fedeltà dello 0,4%. Per chi, invece, ha intenzione di comprare il titolo da oggi, lunedì 26 marzo, quando il nuovo BTp Italia approderà sul mercato secondario, il rendimento sarà influenzato non solo dal tasso della cedola ma anche dalla variabile prezzo che potrebbe subire oscillazioni in base alla fisiologica legge della domanda e dell'offerta.

Il fatto che il Tesoro sia riuscito a conquistare i risparmiatori con uno strumento d'investimento innovativo rappresenta una svolta importante per la comunità finanziaria internazionale, segnale anche di ritrovato entusiasmo da parte delle famiglie che hanno dimostrato di voler quasi ‘sfidare’ la crisi.

Indicizzato all'inflazione italiana, a differenza dei vecchi Btp, con scadenze da 5 a 30 anni, agganciati all'andamento dei prezzi europei, come emerge da un’analisi del Sole 24 Ore, a differenza di altri prodotti finanziari, come conti di deposito o altri titoli di Stato non indicizzati all'inflazione, per ottenere il tasso nominale complessivo dovrà aggiungere il tasso di inflazione, per cui risulta più conveniente.

Basti pensare che il rendimento più alto offerto oggi dai conti di deposito si attesta al 5,20% lordo, in realtà poco superiore al rendimento ipotizzato per il Btp Italia, ma con una differenza grande di regime fiscale tra i due prodotti. Sugli interessi che maturano sui conti di deposito viene applicata una ritenuta del 20%, sui titoli di Stato del 12,5%, per il BTp Italia il rendimento nominale netto è previsto al 4,31% contro il 4,16% dei conti di deposito più aggressivi.

Bisogna, inoltre, considerare che i conti di deposito hanno un orizzonte temporale limitato a due anni mentre il Btp Italia ha una durata di quattro anni. Il BTp Italia ha la meglio anche sul Btp non indicizzato all'inflazione di pari durata (scade 16 aprile 2016) che oggi prezza sul mercato secondario un rendimento netto nominale del 3,19%, cioè quasi 100 punti base in meno.

C’è da considerare, inoltre, che dal prossimo mese di ottobre, l’Iva dovrebbe passerà dal 21 al 23% e questo rialzo potrebbe causare, secondo le associazioni dei consumatori, un esborso medio annuo per una famiglia media di 2,5 persone tra i 358 e i 700 euro, impattando ovviamente anche sull'inflazione, e in questo caso i titoli indicizzati all'inflazione, fra cui il Btp Italia, registrerebbero un aggiornamento al rialzo del rendimento nominale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il