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Riforma lavoro 2012: precari, partite iva, stage, maternità, donne. Cosa cambia e novità

Congedo di paternità, quota rosa e contratti: le novità della riforma lavoro 2012



Cambia il mondo del lavoro, cambiano i contratti, cambiano le possibilità di inserimento nel mondo occupazionale: la riforma del lavoro 2012 porta, infatti, con sé molte novità che, se anche puntato a riordinare e riequilibrare le varie tipologie contrattuali disincentivando in particolare l'uso del contratto a termine (con un aumento della contribuzione dell'1,4% sulla retribuzione da destinare al fondo per il reimpiego) e puntano ad eliminare la precarietà, non sono state accolte con grande entusiasmo dai cittadini.

La nuova riforma del lavoro prevede innanzitutto un premio cosiddetto di stabilizzazione per le imprese che assumeranno con contratti a tempo indeterminato, l'apprendistato sarà la strada d’accesso dei giovani nel mondo del lavoro, partite Iva e collaborazioni a progetto verranno, pian piano, disincentivate, novità anche per gli stage che non potranno più essere non retribuiti, per cui i giovani che dopo aver conseguito una laurea e fatto un master faranno uno stage, dovranno essere regolarmente retribuiti, e spazio alla nuova Aspi.

Si tratta della nuova assicurazione sociale per l’impiego che sostituirà le indennità di mobilità e di disoccupazione, che varrà anche per gli apprendisti, dipendenti privati e pubblici con contratto non a tempo indeterminato che abbiano lavorato almeno 52 settimane nell'ultimo biennio.

L’Aspi durerà 12 mesi per i lavoratori sotto i 55 anni e 18 mesi dai 55 in poi, ha un tetto di 1.119 euro, calcolato per il 70% fino alla retribuzione di 1.250 euro e per il 30% per la parte eccedente, con un taglio del 15% dopo i primi 6 mesi e di un ulteriore 15% dopo altri 6.

Per quanto riguarda poi il sistema di ammortizzatori, il governo punta a un sussidio di disoccupazione universale che sostituisca l'attuale indennità di disoccupazione ma anche la mobilità.

Tra le novità della riforma lavoro 2012 anche il congedo di paternità obbligatorio per tre anni; e via libera anche al regolamento che definisce termini e modalità di attuazione della disciplina delle cosiddette quote rosa alle società controllate da pubbliche amministrazioni.

Sui congedi di paternità obbligatori, il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha spiegato che “è un modo per far cambiare la mentalità: la maternità non è un fatto solo di donne. Bisogna conciliare i tempi del lavoro con quelli della famiglia”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il