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Farmaci online: non solo salnitro della donna morta. Altri medicinali e pillola giorno dopo

Cresce il fenomeno della vendita farmaci online: è allarme



Non sarebbe stato il sorbitolo: a causare la morte di Teresa Sunna, deceduta sabato scorso dopo aver bevuto una sostanza, venduta su internet come sorbitolo, prima di sottoporsi al Breath test per verificare l'intolleranza al lattosio in un ambulatorio privato di Barletta, sarebbe stato il nitrito di sodio.

La stessa sostanza era stata somministrata dal medico ad altre due pazienti, la 62enne Addolorata Piazzola e la 32enne Anna Abbrescia, ma tutte e due sono fuori pericolo, una perché ha subito vomitato in quanto la sostanza era molto salata, l'altra perché è stata condotta in tempo in ospedale dove le è stato somministrato un antidoto.

L'esame tossicologico nei prossimi giorni dovrà confermare i sospetti degli inquirenti che ritengono che alle donne, anziché il sorbitolo (che è uno zucchero), sia stato dato del nitrito di sodio concentrato al 70%, sostanza tossica che uccide se è ingerita con dosi superiori a 1,5 grammi, mentre alle pazienti sono stati somministrati ben circa cinque grammi a testa.

Il ministero della Sanità ha lanciato l’allerta, cercando di tenere il più lontano possibile soprattutto le ragazze dall’acquisto dei farmaci online, fenomeno che sembra crescere sempre più e che interessa farmaci come integratori alimentari o prodotti specifici richiesti da chi pratica sport.

Secondo una ricerca condotta dal Ministero della salute in collaborazione con l'università La Sapienza di Roma, condotta su un campione di 866 uomini e 1.458 donne, il 58% degli italiani usa Internet per cercare informazioni su un problema di salute. Alla domanda ‘Quali informazioni o servizi a carattere sanitario cerca prevalentemente su Internet?’, solo il 2,8% risponde di rivolgersi al web per l'acquisto di farmaci.

Ma “Non tutti sanno che la vendita di farmaci online in Italia è vietata, eppure molti siti propongono la fornitura di medicinali. Se poi aggiungiamo che proprio i farmaci sono i prodotti più contraffatti sul web, ecco delineato un mercato paradossale sul quale le istituzioni come la Guardia di Finanza hanno un gran lavoro da sviluppare”, ha spiegato il colonnello Umberto Rapetto, comandante del Gat, il Nucleo speciale frodi telematiche della guardia di Finanza.

EBay, intanto, ha immediatamente cancellato tutte le vendite di sorbitolo, che resteranno interdette fino a ulteriori chiarimenti. Ma cresce sul web anche la vendita della nuova pillola dei cinque giorni che può essere acquistata online senza ricetta medica nè test di gravidanza, come documentato da una videoinchiesta, ed è molto grave, perchè non si possono avere garanzie sulla fonte di approvvigionamento e sul contenuto delle compresse.

Si possono rischiare i danni legati alla mancata assunzione del principio attivo che si crede di aver preso e non bisogna dimenticare che è un prodotto che ha anche alcuni effetti collaterali, come ha sottolineato il celebre farmacologo Luigi Garattini. Per il direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri infatti “è importante che, nel prendere la decisione di assumere questo medicinale, la paziente sia affiancata da un medico. Il motivo per cui, invece, si ricorre a internet è il desiderio di mantenere il completo anonimato, esattamente come accade per i farmaci contro l'impotenza o anabolizzanti, fra i più venduti online”.

Il motivo per cui le donne italiane si rivolgono ad Internet è che la pillola dei 5 giorni dopo non è ancora disponibile in Italia, “ma anche quando arriverà in farmacia, i primi di aprile, io credo che soprattutto le giovanissime continueranno a rivolgersi al web per bypassare la ricetta e il test di gravidanza” secondo Nicola Surico, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), che commenta la videoinchiesta in onda da martedì alle 19.45 su Doctor's Life, il canale 440 di Sky edito dall'Adnkronos Salute, sulla vendita facile, tramite siti Internet, del farmaco EllaOne per la contraccezione d’emergenza entro 120 ore dal rapporto sessuale considerato a rischio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il