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Imu e riforma catasto: le novità. Cosa cambia

Dai vani ai metri quadri: cosa prevede la nuova riforma del catasto



Si pagherà in base ai metri quadrati e non più per vani catastali: questo è ciò che prevede la riforma del catasto. Il progetto del governo non farà crescere il gettito ma ridistribuirà il prelievo penalizzando chi oggi risulta privilegiato.

Le abitazioni non saranno più, dunque, misurate con i vani ma utilizzando il parametro dei metri quadrati a valori di mercato aggiornati ogni triennio, per cui il Fisco tasserà come meritano gli appartamenti in zone centralissime e di pregio. Appartamenti pieni di stanze pagheranno molto di più di quelli meno suddivisi ma con identica superficie.

Nelle grandi città, le fluttuazioni di mercato, a volte hanno fatto registrare aumenti fino a 10 volte il valore di mercato calcolato più di venti anni fa. Mentre in provincia, la rivalutazione del 60%, spesso ha allineato valori fiscali e valori di mercato. Secondo la bozza del governo, si partirà dalla divisione del territorio di ogni comune in ambiti territoriali del mercato e ciò permetterà di distinguere le vie dei negozi dai quartieri residenziali.

La riforma del catasto prevede, inoltre, la revisione delle categorie catastali, ormai superate e si passerà a una classificazione più semplice (case singole, palazzi e abitazioni di lusso), divisa poi in ulteriori sottogruppi. Oltre all’uso del metro quadrato, la riforma prevede l’attribuzione a ogni unità immobiliare di un significato preliminare che distingua, per esempio, le vie dei negozi del centro dai quartieri residenziali. L’introduzione di microzone fornirà una mappa più veritiera del valore di mercato degli immobili.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il