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Stipendi Marzo 2012 più bassi: come controllare se trattenute e tasse sono corrette

Quanto costano le tasse trattenute nelle buste paga di marzo: calcoli e analisi



Mini stangata a fine marzo per pensionati e buste paga, che riserveranno brutte sorprese ai cittadini italiani: entrambe saranno più ‘leggere’ a causa delle tasse da pagare.

I cittadini italiani, infatti, si ritroveranno a fare i conti con lo sblocco delle addizionali regionali e comunali e dai conti del Caf-Cisl nazionale emerge che la prima voce di pagamento che farà aumentare le tasse e diminuire la busta paga è l’Irpef regionale: l'aumento del prelievo scatterà per tutti sulle addizionali regionali e sarà dello 0,33%, con un effetto che varierà dai 51 euro per un salario da 1.200 euro mese ai 137 per uno stipendio da 3.200 euro per l'Irpef regionale.

L’Irperf è l’acconto dell'addizionale comunale, introdotta dalla legge finanziaria 2007 che viene calcolato dal datore di lavoro nel momento in cui effettua il conguaglio di fine anno. L'acconto viene ovviamente stimato sul reddito presunto, mentre il saldo viene calcolato sul reddito effettivo.

Per calcolare saldo e acconto, sul reddito effettivo del 2011, determinato in sede di conguaglio, il datore di lavoro applica l'aliquota per il 2011 stabilita dal comune nel quale il dipendente aveva il domicilio fiscale al primo gennaio e determina il saldo per il 2011, dal quale sottrae l'acconto trattenuto nello stesso anno e l'importo restante lo trattiene in 11 rate a partire dal mese di gennaio 2012.

L'acconto, che inizierà a trattenere dal mese di marzo, è pari al 30% dell'importo ottenuto. Toccherà poi al lavoratore verificare se la trattenuta sul cedolino di marzo sia giusta o meno. Non avranno alcuna trattenuta i quelli che sono stati assunti nel corso dei primi mesi del 2012 e i lavoratori residenti nei comuni che non hanno deliberato l'addizionale.

Non tutti i Comuni di Italia, infatti, hanno applicato rialzi all’addizionale. Da un'analisi sui principali capoluoghi di provincia, risulta che le città più penalizzate sono quelle del Centro-Sud, dove già il livello dell'Irpef locale risente da tempo della gestione sanitaria locale e a Caserta, per esempio, pesa anche la situazione difficile delle casse municipali.

L’analisi ha preso in esame per ogni città tre diversi livelli di reddito imponibile: 25mila, 50mila e 100mila euro. Il dato relativo al 2012 considera i pagamenti che un contribuente deve sostenere su base annuale, includendo anche gli eventuali interventi sull'addizionale comunale decisi nel 2011, come il caso di Milano che ha introdotto l'aliquota dello 0,2% per i redditi superiori a 33.500 euro, oltre all'effetto della manovra salva-Italia, che ha aumentato per tutti dello 0,33% il livello dell'addizionale regionale.

Nelle Regioni con la sanità in ultra-rosso l'aliquota è arrivata addirittura al 2,03%, per cui chi ha, per esempio un reddito di oltre 75mila euro, sarà soggetto ad  un prelievo quasi del 50%, calcolando il 43% di Irpef nazionale, quella regionale e quella comunale, che in molti casi è fissata allo 0,8%.


Per visualizzare gli aumenti Irpef delle varie città cliccare sul link di seguito

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-03-27/laumento-addizionali-capoluoghi-provincia-123219.shtml?uuid=AbwTgpEF

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il