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Rimborso tassa rifiuti Tarsu e Tia: chi può fare richiesta e data scadenza

Come richiedere e ottenere il rimborso Iva Tarsu



L’Iva sulla Tia è illegittima e come tale va rimborsata e sono circa 300.000 i contribuenti Italiani che hanno fatto richiesta per il rimborso dell’Iva pagata sulla Tariffa Rifiuti TIA1 e TIA2 inoltrando domanda a Lo Sportello del Contribuente via email a irt@contribuenti.it.

Le richieste dovranno essere inoltrate entro la fine di marzo via email e verranno analizzate in ordine cronologico, dando priorità assoluta a coloro che sono in regola con il pagamento delle imposte e delle quote associative, senza la necessità di recarsi fisicamente presso Lo Sportello del Contribuente.

Possono chiedere il rimborso le persone fisiche che non sono titolari di partita Iva, gli enti non commerciali, i soggetti che, titolari di partita Iva, coloro che hanno un reddito di impresa o da lavoro autonomo, e le società di persone e le società di capitali. Il rimborso Iva è previsto solo per chi ha pagato la Tia.

Per capire se si può chiedere il rimborso dell’Iva sulla Tia, bisogna verificare in primo luogo se il Comune di residenza applica la Tarsu o la Tia perché, nel caso della Tarsu, l’Iva non è mai stata applicata, per cui non si può chiedere il rimborso.

La principale differenza tra Tarsu e Tia è nei criteri di commisurazione del prelievo: mentre la Tarsu viene calcolata sulla base dei metri quadrati dei locali e delle aree occupate dal contribuente, senza che rilevi il numero degli occupanti, nel caso della tariffa, la Tia è divisa in una quota fissa e in una quota variabile, quella fissa è rappresentativa delle spese generali sostenute per l’organizzazione del servizio, come le spese di amministrazione, mentre quella variabile varia a seconda del grado di fruizione del servizio pubblico da parte dell’utente, che viene distinto in due grandi categorie: utenze domestiche (famiglie) e utenze non domestiche (operatori economici).

Per le utenze domestiche, i criteri per calcolare l’importo della tariffa da pagare sono costituiti dai metri quadrati dei locali e dal numero dei componenti del nucleo familiare. Nel momento in cui viene presentato il modulo di rimborso, bisognerà allegare le copie dei bollettini di pagamento effettuati, a cui è stata addebitata l’Iva. Con esso, si chiede al gestore del servizio rifiuti innanzitutto di sospendere dalla prossima bolletta l’applicazione dell’Iva e la restituzione dell’imposta pagata.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il