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Quinto conto energia: diminuzione incentivi è falso. Spiegazioni Governo attese

Il governo deve fare chiarezza sulla bozza del Quinto Conto Energia: la situazione



E’ necessario che il governo faccia chiarezza sulla bozza del Quinto conto energia: non tutti sono convinti che la bozza in circolazione sia un provvedimento ufficiale messo a punto dai ministri. Il documento prospetta un sistema incentivante insostenibile per il settore del fotovoltaico in Italia, sia in termini di conservazione dei posti di lavoro che per ciò che riguarda la tutela degli investimenti sull’opportunità di sfruttamento dell’energia pulita a sostegno dell’ambiente e secondo Valerio Natalizia, presidente GIFI-ANIE, è impensabile che i ministeri competenti “vogliano infondere panico nel mercato fotovoltaico facendo circolare bozze piuttosto che operare con responsabilità nei confronti di un comparto industriale, quello del fotovoltaico, che ad oggi ha contribuito concretamente allo sviluppo nel nostro Paese del mercato energetico”.

La tendenziosità delle notizie sulla diminuzione degli incentivi è stata confermata anche da Enel che ha smentito il suo coinvolgimento nella stesura di bozze di decreti ministeriali sul Quinto Conto Energia e i commenti ai testi che da qualche giorno stanno circolando sulla rete, tanto che pare sia stata avviata un’indagine interna informatica per verificare eventuali manipolazioni che attribuirebbero a collaboratori dell’azienda l’origine del file pubblicato su alcuni quotidiani online.

Il nuovo conto energiadi cui tanto si parla in questi giorni prevederebbe un tetto di spesa attorno ai 500 milioni di euro l'anno, con un registro obbligatorio per tutti gli impianti con potenza superiore ai 3 chilowatt, quindi anche per quelli decisamente piccoli, con una rigorosa graduatoria tra le tipologie di impianto, privilegiando quelli che contribuiranno al recupero di spazi da risanare o saranno meno invasivi per il territorio, o che facciano leva sulle tecnologie più innovative ed efficienti che possano garantire una spinta allo sviluppo tecnologico una buona redditività anche con incentivi decisamente tagliati rispetto agli attuali.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il