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Mutui: rate non pagate. Cosa fare? Richiesta moratoria o fallimento personale

Difficoltà nel pagamento delle rate dei mutui: come fare



Le Borse tornano a salire e lo spread a scendere, gli investitori sono fiduciosi e i risparmiatori tornano ad investire, segno che il mercato si sta riprendendo. Ma non è tutto oro ciò che luccica. Sono numerose, infatti, le famiglie italiane alle prese con la crisi finanziaria che a quanto pare nelle mura domestica non accenna assolutamente a diminuire, tutt’altro: si riduce il carrello della spesa, i prezzi, anche dei carburanti, salgono talvolta arrivando alle stelle e sono tanti anche coloro che hanno difficoltà a pagare le rate del mutuo.

Per non rischiare sanzioni e pignoramenti, è bene, dunque, correre ai ripari prima di incappare in spiacevoli conseguenze, considerando sempre che il pignoramento non conviene non solo al mutuatario ma neanche al creditore, costretto poi a sostenere costi per recuperare la liquidità agendo sull’ipoteca e vendendo la casa all’asta.

In materia di pignoramenti la legge italiana non è poi tanto severa, perché, infatti, prima ci vogliono determinati step prima di richiedere i pignoramento. In base all’articolo 40 del Testo unico bancario, quando il pagamento di una rata viene effettuato con un ritardo compreso fra 30 e 180 giorni, il debitore può evitare azioni esecutive pagando solo gli interessi di mora. Solo dopo sette ritardati pagamenti scatta la misura e il creditore può chiedere il rimborso immediato dell’intero debito.

In questo caso potrebbe anche far scattare la procedura di pignoramento dell’immobile. Ma il cartellino rosso scatta anche dopo un solo pagamento in ritardo, nel caso siano trascorsi più di 180 giorni dalla scadenza prestabilita nel piano di ammortamento dell’ente erogante.

Per venire incontro alle esigenze delle famiglie in difficoltà, l’Abi ha prorogato fino al 31 luglio 2012 la possibilità di attivare la sospensione per 12 mesi del pagamento delle rate mensili su un finanziamento ipotecario nell’ambito del ‘Piano famiglie’.

Possono beneficiare della misura coloro che stanno rimborsando un mutuo prima casa di importo fino a 150mila, che abbiano un reddito imponibile non superiore ai 40mila euro e che nell’ultimo anno abbiano subito eventi particolarmente negativi (morte, perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione).

Altro sostegno ai cittadini è una novità prevista dal decreto liberalizzazioni, e cioè la possibilità del mutuo portabile e rinegoziabile, senza alcun addebito e perdite di tempo.

Per evitare pignoramenti, si potrebbe, inoltre, coprire il rimborso delle rate del mutuo da una polizza Cpi (credit protection insurance) o anche ricorrere alla nuova formula del prestito per pagare un prestito già in corso, pratica che nasce dalla necessità delle famiglie di continuare a vivere ‘bene’ come prima della crisi, ma sempre attanagliate nel dover rimborsare le rate dei finanziamenti richiesti alle banche, per cui richiedono nuovi prestiti per rimborsare quelli già ottenuti. 

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il