BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Riforma legge elettorale 2012: commenti online su Internet negativi

I commenti online sulla nuova riforma elettorale



L’accordo sulla riforma della legge elettorale, raggiunto dopo il vertice cui hanno preso parte i leader di Pdl, Pd e Udc Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini, prevede: la riduzione del numero dei parlamentari, la revisione dell'età per l'elettorato attivo e passivo, il rafforzamento dell'esecutivo e dei poteri del premier in Parlamento, l'avvio del superamento del bicameralismo perfetto.

Per quanto riguarda la revisione della legge elettorale l'intesa prevede: la restituzione ai cittadini del potere di scelta dei parlamentari, un sistema non più fondato sull'obbligo di coalizione, l'indicazione del candidato premier, una soglia di sbarramento e il diritto di tribuna.

Ma sono diversi i commenti negativi piovuti sui social network e quasi tutti negativi. Al centro delle polemiche il non ritorno delle preferenze e la non comunicazione preventiva delle alleanze. Secondo la bozza, non c’è la possibilità di scegliere il proprio candidato, ma saranno le segreterie dei partiti a decidere chi entrerà in Parlamento.

‘Ecco che il solco tra cittadini e politica continua ad aumentare’, scrive Michele, mentre Luca ‘Credo che con questa nuova legge elettorale l’astensione aumenterà ancora’, mentre Giovanni, sulla pagina Facebook del Popolo della Libertà, ha scritto ‘Ha vinto Casini, ha perso il bipolarismo e han perso i cittadini che non sceglieranno chi li governa’, e Arturo, sulla bacheca facebook di Bersani: ‘I tre affamatori degli italiani si sono accordati per poter continuare a farlo’.

Geremia commenta su un blog: ‘Cerchiamo di avere fiducia. Una buona notizia è la volontà di seppellire il Porcellum; l’altra notizia non è buona, non è chiara, ma intanto chissà, il fascino di certi capipopolo scema, scema, e forse emerge un pochino di classe dirigente’. E Antonio, pragmaticamente: ‘Siamo tutti a lamentarci del Porcellum, ma chi lo deve cambiare, o provare a cambiare, se non questo Parlamento?’.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il