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Agcom: legge per staccare Internet a chi scarica materiale protetto da copyright

La bozza Agcom sul diritto d'autore: cosa prevede



Novità negative in arrivo a difesa della tutela del copytight su Internet: l'Agcom potrà avere il potere di oscurare dei siti italiani. A rivelare la novità la bozza appena varata da Antonio Catricalà.

La nuova bozza, che s'intitola ‘Disposizioni interpretative in materia di competenze dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni’, stabilisce che Agcom ha il potere di disabilitare l'accesso ai servizi (oscurare i siti, cioè) o di far rimuovere specifici contenuti che giudica violino il diritto d'autore e ciò significa che in Italia il potere di censurare il web non sarà più in mano a un giudice ma ad un'autorità amministrativa di nomina politica. Autore della bozza, a quanto risulta, è Antonio Catricalà, ex presidente dell'Antitrust.

Il presidente Agcom Corrado Calabrò sul diritto d'autore su Internet ha sottolineato che l'art. 21 della Costituzione si applica anche alla rete, che ‘l'Autorità non ha mai ipotizzato alcuna forma di censura preventiva» e che il web amatoriale non è toccato. Il nostro obiettivo d'azione è contrastare la pirateria massiva ed industriale che depaupera l'industria creativa’.

Già l'anno scorso Catricalà aveva mandato una segnalazione al Parlamento e al governo chiedendo che venisse rivista la normativa sul copyright adeguandola alle innovazioni tecnologiche ed economiche del web.

Le disposizioni interpretative prevedono, inoltre, di abrogare gli articoli con cui l'Italia recepisce le norme europee sul commercio elettronico, che tolgono ai provider la responsabilità su quanto fatto dai loro utenti. Entrando più nel dettaglio, la bozza prevede che all’Agcom ‘sia affidata la risoluzione extragiudiziale delle controversie aventi ad oggetto l'applicazione sulle reti telematiche della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni.

Per tali controversie opera la sospensione dei termini processuali prevista dall'art. 1, comma 11, della legge 31 luglio 1997, n. 249. Entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, l'Autorità adotta un regolamento che disciplina le procedure di notifica e rimozione dei contenuti in qualunque modo resi accessibili in Italia in violazione della legge 22 aprile 1941 n.633 e successive modificazioni e per il tramite di servizi ovunque situati, nonché alla risoluzione delle relative controversie.

Nei casi di particolare gravità o di reiterazione delle condotte illecite, l'Autorità inoltre dispone la disabilitazione dell'accesso al servizio o, solo se possibile,  ai contenuti resi accessibili in violazione della legge 22 aprile 1941, n. 633.

L'Autorità promuove altresì iniziative atte ad incentivare l'adozione di codici di condotta che disciplinano i rapporti tra i titolari delle opere dell'ingegno e i prestatori di servizi, favorendo l'offerta legale dei contenuti nelle reti di comunicazione elettronica.

Si prevede inoltre che, in caso di violazione dei conseguenti ordini e delle diffide emanati dall'Autorità, oltre all'irrogazione delle sanzioni pecuniarie previste dalla legge istitutiva dell'Autorità medesima, questa possa disporre, in casi di particolare gravità ovvero se le violazioni dovessero ripetersi, la completa disabilitazione dell'accesso al servizio telematico oppure, nel caso in cui sia tecnicamente possibile, ai soli contenuti resi accessibili in violazione delle norme sul diritto d'autore (comma 2)’.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il