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Pensioni esodati: soluzione proposta dal Pd. Napolitano chiede intervento Governo su Riforma

La proposta di legge del Pd sugli esodati: cosa prevede



Continua a tenere banco la questione pensione esodati, quei lavoratori che, pur avendo accettato di lasciare le aziende pensando di poter andare in pensione entro pochi mesi, sono rimasti senza pensione e senza lavoro per effetto della riforma previdenziale che aumenta i requisiti anagrafici.

Mentre il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, assicura che entro il 30 giugno dovrebbe arrivare un decreto ad hoc per questa categoria di lavoratori e mentre i sindacati annunciano nuove manifestazioni di protesta, interviene in merito anche il presidente del Repubblica, Giorgio Napolitano, invitando il governo a intervenire immediatamente: “C’è una questione aperta che i sindacati rivendicano e di cui credo il governo stia studiando la soluzione”.

Una soluzione non per pochi casi: le cifre esatte sui cosiddetti esodati, infatti, sono ancora indefinite, come ha anche confermato il presidente dell’Inps, Antonio Mastropasqua: “Non c’è ancora il dato definitivo”. Le stime iniziali del governo parlavano di 50 mila casi, ma la Cgil ne ha contati 200 mila.

Secondo stime circolate in questi giorni arriverebbero addirittura a quota 350 mila, sette volte tanto le valutazioni iniziali fatte dai tecnici. E tocca al governo ora individuare la strada migliore per tutelare questi lavoratori e al tempo stesso salvaguardare le risorse dell’Inps.

Intanto dal Pd arriva una nuova proposta di legge: si compone di soli due comma, di cui il primo fissa al 31 dicembre 2011, non più al 4 dicembre 2011, data di approvazione del ‘Salva Italia’, la data entro il quale andava stipulato il contratto di mobilità aziendale che consente al lavoratore di mantenere i vecchi requisiti previdenziali.

Il secondo comma, invece, mira a mantenere i vecchi requisiti per quei lavoratori che avrebbero maturato il diritto alla pensione nei 24 mesi successivi alla data di entrata in vigore della riforma: attualmente infatti la decorrenza di due anni è riferita al godimento effettivo del trattamento, disposizione che in virtù delle finestre mobili riduce sensibilmente la platea dei beneficiati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il