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Titoli di stato Aprile 2012: emergenti per ottenere rendimenti alti con calo conti deposito

I mercati emergenti: occasione di rendimenti assicurati



Che i Paesi Emergenti rappresentino la colonna portante della futura solidità economica era cosa ormai ben nota ma più passa il tempo più sembra sempre più conveniente orientarsi verso quei Paesi per investire e sapere di ottenere alti rendimenti.

Se le Borse sono al rialzo, lo spred fra btp e bund in deciso calo e riparte la corsa agli investimenti, i mercati emergenti offrono sempre più, sin particolare per quanto riguarda titoli di stato e obbligazioni, soprattutto se in valuta locale.

E non solo Paesi Emergenti del cosiddetto Bric: se è, infatti, vero che cresce lo sviluppo delle economie emergenti, Brasile, Russia, India e Cina, sui quali listini si notano segnali di interesse e che nel 2012 continueranno a crescere, facendo registrare in media una crescita del 5%, è anche vero che bisognerebbe puntare lo sguardo anche verso nuovi Paesi come Egitto, Turchia e Sudafrica.

I mercati emergenti rappresentano l’ancora di salvezza del mercato azionario, una sorta di rifugio per la propria liquidità, sono considerati il nuovo motore della crescita economica mondiale, offrono opportunità d’investimento relativamente solide, grazie alle recenti riforme economiche ed alla costante crescita della classe media.

I più consigliati su cui puntare sono Brasile, Messico, Sud Africa, Cina e Venezuela. La vera ricchezza dei questi paesi è rappresentata dalla loro popolosità: rappresentano il 42% della popolazione mondiale e in un’economia capitalistica come è quella moderna e odierna, la popolosità è la principale fonte di determinazione della domanda. Facendo, inoltre, leva sull’aumento della domanda interna, determineranno in prospettiva tassi di crescita molto sostenuti rispetto a quelli dei paesi già storicamente industrializzati.

Cala, invece, la convenienza dei conti deposito, rifugio per eccellenza fino a qualche tempo fa per la liquidità degli italiani ma che oggi lascia un po’ perplessi, considerando che anch’essi saranno soggetti d’ora in poi alla mini patrimoniale introdotta dal governo Monti e che colpirà i prodotti finanziari dei cittadini. 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il