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Rimborso iva tassa rifiuti: fare domanda è semplice. Ottenere i soldi no. I problemi

Come ottenere i rimborsi iva Tarsu: i problemi per averli



Sono circa 300.000 i Contribuenti Italiani che hanno fatto richiesta per il rimborso dell’Iva pagata sulla Tariffa Rifiuti TIA1 e TIA2 inoltrando domanda a Lo Sportello del Contribuente via email a irt@contribuenti.it.

Le richieste verranno analizzate in ordine cronologico, a partire da domani lunedì primo aprole, dando priorità assoluta a coloro che sono in regola con il pagamento delle imposte e delle quote associative, senza la necessità di recarsi fisicamente presso Lo Sportello del Contribuente.

Il rimborso vale per le persone fisiche che non sono titolari di partita Iva, gli enti non commerciali, i soggetti che, titolari di partita Iva, hanno un reddito di impresa o da lavoro autonomo, e le società di persone e le società di capitali.

Ma la domanda che si pongono migliaia di persone è come si fa ad ottenere l’illegittima Iva versata con la tariffa di igiene ambientale (la Tia, che in numerose città ha sostituito la Tarsu). Domanda la cui risposta però nessuno sa. Una sentenza della Cassazione ha stabilito che i cittadini hanno diritto a un rimborso di circa 400 euro, ma nessuno sa come ottenerlo. E, soprattutto, chi dovrebbe elargirlo. Dovrebbero restituire i soldi le aziende del settore, riunite sotto la sigla di Federambiente.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il