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Incentivi rinnovabili 2012-2013 tagliati dal Governo. Le novità. E' polemica

Tensioni e polemiche per gli incentivi alle rinnovabili: la situazione



L’Italia vuol tenersi al passo degli altri Paesi europei in materia di incentivi per le rinnovabili ma la questione in Italia sembra incontrare non pochi ostacoli. Se è vero che le stime del 2011 vedono una potenza installata da fonti rinnovabili di oltre 41.000 MW, una produzione di circa 84.000 GWh e il numero di impianti in esercizio di 360mila unità, per un valore di incentivi erogati nel 2011 di circa 8 miliardi, che hanno portato l’Italia a fare grandi passi avanti nel mondo dello sviluppo delle rinnovabili, è anche vero che ora invece si parla di nuovi tagli degli incentivi da parte del governo.

Il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, ha spiegato “Abbiamo degli obiettivi europei che intendiamo raggiungere e superare, ma dobbiamo farlo bene, non com’è stato fatto in parte in questi anni, in cui sono stati impegnati troppi soldi delle famiglie e delle imprese non nella maniera migliore.

Nel fotovoltaico, che vogliamo continuare a sviluppare, sono già stati impegnati 150 miliardi di euro di soldi delle famiglie per fare un’operazione troppo accelerata, a prezzi troppo alti e con incentivi molto più alti rispetto a quelli di altri Paesi”. Ma come fare a potenziare la crescita delle rinnovabili se si intendono tagliare gli incentivi?

Ed ecco scoppiare, puntuale, una polemica intorno al caso e al quinto conto energia. Perché, infatti, le rinnovabili crescano al punto tale di riuscire a soddisfare il fabbisogno dell’intera Italia in maniera eccellente, è necessario che il governo investa nel settore, per cui il taglio drastico agli incentivi al quale il fotovoltaico si sta già preparando e che metteranno in ginocchio l’intero settore non contribuisce certo a tranquillizzare gli animi.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il