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Imu 2012: tasse città. Quanto si deve pagare non è chiaro. Calcolo impossibile

Caos pagamenti Imu: mancano le aliquote dei Comuni. Proroghe in vista?



Si parla da giorni della questione Imu, i cittadini italiani ne temono le conseguenze sulle loro tasche ma la situazione sembra ancora piuttosto confusa, considerando che i pagamenti della nuova tassa sulla casa dovrebbero partire dal prossimo giugno ma i comuni non hanno ancora stabilito le aliquote da far pagare.

Il che crea non pochi problemi e un calcolo decisamente impossibile ancora da effettuare.  Il 16 giugno, che poi in realtà sarà il 18 perché il 16 è sabato. scadrà il termine per il pagamento della prima rata dell’Imu. L’acconto dovrà essere il 50% dell’imposta dovuta.

Secondo la regola generale, bisogna pagare il 4 per mille del valore catastale per la prima casa e il 7,6 per mille per le abitazioni successive alla prima. Ma i Comuni possono applicare un’addizionale fino a un massimo dello 1,06% e devono deciderlo entro il 30 giugno, quindi dopo la scadenza dell’acconto.

Considerando poi che a differenza dell’Ici, l’Imu non andrà tutta ai Comuni, ma in buona parte entrerà nelle casse statali, molti Comuni preferiranno non applicare le addizionali per evitare che la maggiore imposta vada a finire solo nelle casse statali entro il termine del 16 giugno e aspetteranno le elezioni di maggio per lasciare ai nuovi amministratori il problema da risolvere.

Al momento solo Roma e Milano hanno stabilito le loro aliquote comunali. Intanto, il pacchetto di emendamenti al disegno di legge sulle semplificazioni fiscali depositati dai relatori in commissione al Senato, Antonio Azzollini e Mario Baldassarri, contiene una serie di modifiche sulla nuova tassa sugli immobili che sostituirà l’Ice e che riguarderebbero gli sconti.

Oltre, infatti, ai fabbricati rurali e strumentali, gli sconti dovrebbero riguardare anche i terreni e i comuni montani, gli immobili inagibili e storici, gli immobili di proprietà dei comuni. Proposti, dunque, sconti Imu per i beni storici, i terreni agricoli e di montagna, le casse popolari e gli edifici inagibili (si veda pagina 14). Sconti che verranno coperti in parte (almeno 150 milioni di euro) con una riduzione della deducibilità dei cosiddetti costi da reato.

Le modifiche prevedono l’esenzione per i fabbricati rurali strumentali situati nei comuni di montagna con altitudine superiore ai 1.000 metri e il ripristino al 25% dell’abbattimento della base imponibile a favore degli immobili degli imprenditori agricoli professionali.

Viene aumentato da 130 a 135 il moltiplicatore applicato ai fini della determinazione della base imponibile Imu dei terreni posseduti da soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Per gli immobili inagibili e inabitati si prevede, inoltre, la riduzione del 50% della base imponibile ai fini Imu così come per gli immobili riconosciuti di interesse storico e artistico.

Abrogato poi il regime di favore degli immobili di interesse storico e artistico quando producono un reddito. Salta la quota erariale dell’Imu sugli immobili di proprietà di Comuni, siti nel proprio territorio, così come la quota erariale dell’Imu sugli immobili ex Iacp e delle cooperative edilizie a proprietà indivisa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il