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Controlli contro evasione fiscale: studi di settore 2012, dichiarazioni redditi precompilate

Cosa cambia per i controlli contro l’evasione fiscale : le novità



Nuovo redditometro, che sarà operativo dal prossimo mese di giugno, novità studi di settore, controlli più serrati e capillari e nuove dichiarazioni dei redditi pre compilate: l’impegno del governo Monti contro l’evasione fiscale continua più forte che mai. E si arricchiscono di novità anche i progetti per il futuro.

Prima di dare il via ai controlli a posteriori sulle dichiarazioni dei redditi, costosi e comunque sempre dall’esito incerto, per esempio, l’amministrazione fiscale sta pensando di ‘farsi sentire’ dal contribuente prima che questi metta mano alla denuncia dei redditi, segnalando il possesso di dati, ammonendo dal rischio di eventuali incongruenze, per spingere i contribuenti a dichiarare nel modello 73o, o Unico che sia, i propri guadagni reali.

Il direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera, ha inoltre annunciato di voler arrivare alle dichiarazioni dei redditi precompilate, ma già il debutto del nuovo redditometro dovrebbe spingere gli italiani a pagare le giuste tasse.

Del resto, l’Agenzia delle entrate possiede tutti i dati sulle transazioni commerciali e immobiliari, sui mutui, sui prestiti, sui movimenti bancari, sulle proprietà, sa quanto ciascuno di noi ha speso per acquistare la casa, quanto per mandare i figli alla scuola privata, quanto le vacanze e così via e ora gioca d’anticipo.

Sarà, infatti, presto disponibile online un programma che metterà a confronto il reddito reale con quello che si ha intenzione di dichiarare e se la differenza sarà rilevante si accenderà una spia rossa. Intanto per gli studi di settore, la Sose (la società che gestisce la macchina degli studi di settore) ha avviato l'analisi di oltre 4 milioni di comunicazioni Iva appena arrivate, per capire chi ha sofferto di più o di meno.

Spazio anche ai correttivi anti-crisi, che saranno differenziati per settori e soprattutto per territorio, per consentire di far pagare meno solo ai comparti che avranno accusato di più gli effetti della crisi. È il caso, ad esempio, dell'edilizia che ha visto peggiorare la situazione rispetto al 2010 ma anche di tutte quelle attività che non hanno uno sbocco nell'export e che dipendono quasi esclusivamente dalla domanda interna.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il