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Riforma del lavoro 2012: nuovi contratti, licenziamenti, articolo 18 leggi ufficiali a Maggio

Le novità della Riforma Lavoro: il presidente Napolitano assicura approvazione per maggio



Modifiche per l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, stretta sulla flessibilità in entrata, riforma degli ammortizzatori: questo il testo della riforma del mercato del lavoro che dovrebbe approdare a giorni in Parlamento senza modifiche sostanziali nell'articolato rispetto a quanto approvato il 23 marzo dal Consiglio dei ministri.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha poi assicurato l’arrivo della riforma sul lavoro prima delle amministrative di maggio. Di seguito le misure previste dalla riforma: si parte dall’art.18 per cui ci saranno tre regimi sanzionatori per il licenziamento individuale illegittimo e la reintegrazione nel posto di lavoro sarà disposta dal giudice solo nel caso di licenziamento discriminatorio e in alcuni casi di infondatezza del licenziamento disciplinare.

Nel caso di licenziamento per motivi economici ritenuto illegittimo dal giudice il datore di lavoro potrà essere condannato solo al pagamento di un'indennità. L'indennizzo che dovesse essere deciso a fronte di un licenziamento illegittimo per motivi disciplinari o per motivi economici potrà variare tra le 15 e le 27 mensilità. Sarà sempre obbligatorio indicare i motivi del licenziamento.

Se il licenziamento economico è strumentale e il lavoratore riesce a provare che è invece di natura disciplinare o discriminatoria il giudice applica le relative tutele (si discute la possibilità che il giudice autonomamente possa decidere la reintegrazione qualora consideri il licenziamento discriminatorio senza che l'onere della prova ricada sul lavoratore).

Si alla nuova Aspi, assicurazione sociale per l'impiego, che andrà a regime nel 2013 e sostituirà l'indennità di mobilità e le varie indennità di disoccupazione. Usufruiranno della nuova Aspi i lavoratori dipendenti, gli apprendisti e gli artisti purché possano contare su 2 anni di anzianità assicurativa e 52 settimane di lavoro nell'ultimo biennio.

Sarà pari al 75% della retribuzione fino a 1.150 euro e al 25% oltre questa soglia per un tetto massimo di 1.119 euro lordi al mese. Novità per i contratti: si punta sull'apprendistato e si alza il rapporto tra apprendisti e lavoratori qualificati (da 1 a 1 a 3 a 2).

Stretta sui contratti a termine con la previsione di un intervallo di 60 giorni tra un contratto e l'altro (ora sono 10) per un contratto inferiore a 6 mesi e di 90 giorni per una durata superiore; stretta anche sulle partite Iva e sulle associazioni in partecipazione permesse solo in caso di associazione tra familiari entro il primo grado (genitori o figli) e il coniuge.

Per chi mantiene un contratto a tempo determinato, è previsto poi l'aumento dell'aliquota contributiva di un punto l'anno fino a raggiungere nel 2018 il 33% prevista per il lavoro dipendente (fino al 24% per chi è iscritto a gestione separata e ad altre gestioni o pensionati).

Altra nuova misura prevede che il datore di lavoro all'atto del licenziamento versi all'Inps mezza mensilità ogni 12 mensilità di anzianità aziendale negli ultimi tre anni (in vigore dal 2013). Introdotto infine, il congedo di paternità obbligatorio (tre giorni) e si approva il regolamento che disciplina le quote rosa nelle società controllate dalle pubbliche amministrazioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il