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Polizze United e Index Linked: denuncie e processi in tribunale. Proteste risparmiatori

Sottoscrittori di polizze vita in tribunale: persistono ancora i dubbi



Molti sottoscrittori di polizze vita finanziarie (unit e index linked) si sono rivolti al giudice dopo le consistenti perdite degli ultimi anni, ma la normativa è cambiata e, come ogni cambiamento. Porta con sé dubbi e ambiguità.

Secondo un’analisi Morningstar, la definizione di una regolamentaazione a tutela dell’investitore è arrivata in concomitanza della progressiva perdita di popolarità di questi strumenti. Le maggiori insidie riguardano la flessibilità utilizzata nella loro strutturazione a causa della mancanza di una normativa specifica, che significa una maggiore complessità e costi più alti per il cliente.

La storia insegna come solitamente la il legislatore si pronuncia quando già le cause sono arrivate in tribunale, per questo la miglior difesa per l’investitore è quella di comprare solo ciò che comprende, dopo avere richiesto e letto i documenti informativi e verificato la coerenza delle proposte con i propri obiettivi finanziari.

Molti, infatti, sono stati i sottoscrittori che hanno visto ridursi il valore della polizza, come conseguenza della diminuzione di quello dei titoli sottostanti e in alcuni casi del loro default e, secondo una recente analisi del mensile Le società, tra il 2005 e il 2011 sono state pubblicate circa trenta le pronunce, tutte emesse da giudici di primo grado per polizze stipulate intorno al 2000. Ma a causa dei dubbi suscitati da questi prodotti continuano a farsi sentire le proteste dei risparmiatori.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il