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Riforma del lavoro 2012 ufficiale. Il testo con novità e cambiamenti

Le ultime novità della riforma del lavoro 2012



Dopo settimane di discussioni, tavoli di confronto con i sindacati e proteste, il governo ha presentato la riforma del lavoro, risultato di una sorta di accordo arrivato fra le parti sociali e gli esponenti del governo, per cercare di colmare dei vuoti fortemente pesanti esistenti nel sistema lavoro italiano.

Con l’avvio di questa riforma ci si pone l’obiettivo di raggiungere una maggiore flessibilità ed eliminare il precariato, sostenendo soprattutto l’ingresso dei più giovani nel mondo del lavoro. Del resto, gli ultimi dati resi noti sul tasso di disoccupazione italiana, e in particolare quella giovanile, sono decisamente allarmanti.

Di seguito i punti principali della riforma: si parte da art.18 e licenziamenti, con la ‘nuova’ possibilità di licenziamenti per motivi economici, con tutele confermate contro quelli indiscriminatori e illegittimi, per cui il reintegro a lavoro sarà possibile solo in caso di insussistenza del motivo economico.

La norma è una novità rispetto alla bozza uscita dal consiglio dei ministri, risultato dell'accordo con i leader della maggioranza. La modifica del governo va incontro soprattutto alle richieste del Partito democratico che ha chiesto di seguire il modello tedesco. Fornero ha anche detto che nel caso in cui il lavoratore vinca una causa per licenziamenti, sia di tipo economico che disciplinari, potrebbe avere diritto a un indennizzo compreso tra le 12 e le 24 mensilità a seconda dell'anzianità e altri parametri.

Resta salvo il diritto al reintegro per licenziamenti discriminatori. Confermato poi il debutto della nuova Aspi, che diventerà l’ammortizzatore sociale universale, diversamente dagli altri ammortizzatori (principalmente, cassa integrazione e mobilità) di cui usufruire una sola parte dei lavoratori (circa 4 milioni su 12 milioni totali). L’Aspi avrà la stessa entità degli attuali ammortizzatori ma sarà per tutti e avrà una durata inferiore.

Per accedere all’Aspi occorre avere due anni di anzianità assicurativa del lavoratore e almeno 52 settimane di lavoro nell'ultimo biennio. La durata dell'assicurazione dovrebbe essere di 12 mesi, e di 18 per i lavoratori sopra i 58 anni, per un importo medio di 1.119 euro.

L'indennità subirà un abbattimento del 15% ogni sei mesi. L'aliquota contributiva dovrebbe invece aggirasi intorno all'1,3% incrementata dell'1,4% per i lavoratori non a tempo indeterminato. Uno dei principali punti della riforma è l’elevazione del contratto a tempo indeterminato come contratto dominante, preceduto da un contratto di apprendistato.

La riforma punta infatti a rendere più costosi i contratti a termine, per cui dovrà essere versata un'aliquota aggiuntiva dell'1,4%, che concorrerà a finanziare la nuova indennità di disoccupazione (Aspi). L’aliquota dell'1,4% può essere recuperata dall'azienda (ma fino a un massimo di 6 mesi) se il contratto viene trasformato a tempo indeterminato.

Importante, ai fini di combattere la successione infinita di contratti a termine, il fatto che l'intervallo fra un contratto e l'altro viene aumentato da 10 a 60 giorni per quelli che durano meno di sei mesi e da 20 a 90 giorni per quelli di durata superiore. Stop, infine, agli stage non retribuiti per cui tutti coloro che dopo una master post laurea svolgeranno stage dovranno essere obbligatoriamente retribuiti.


Per visualizzare tutte le novità della Riforma Lavoro 2012 cliccare qui:


http://media2.corriere.it/corriere/content/2012/pdf/riforma-mercato.pdf

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il