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Bossi: dimissioni dalla Lega. La storia tra il partito e i figli Renzo e Riccardo e la moglie

Lega: finisce l’era Bossi. Quale futuro?



Umberto Bossi ha rassegnato le dimissioni da leader della Lega. E La Lega del dopo Bossi cosa riserverà? Travolto dalle inchieste sui soldi del partito alla sua famiglia, Bossi si dimette da segretario della Lega e dice: “Chi sbaglia paga; ho pianto, piangevano tutti, ma ora sarei d'intralcio: si faccia chiarezza”, ha detto il senatur.

“Mi dimetto per il bene del movimento e dei militanti”, ha continuato Bossi. “La priorità è il bene della Lega e continuare la battaglia”. Le dimissioni rappresentano una decisione ‘irrevocabile’, presa per poter meglio tutelare l'immagine del movimento e la propria famiglia.

“Per noi giorno della passione e del dolore, ma da oggi si riparte”: queste, invece, le parole che Roberto Maroni ha scritto sul suo profilo Facebook al termine della giornata in cui Umberto Bossi si è dimesso da segretario federale. Quello che nessun leghista si sarebbe mai atteso è avvenuto: Bossi si è dimesso, ha lasciatola ‘sua’ Lega affidando la guida fino al congresso in autunno ad un triumvirato composto da Roberto Maroni, Roberto Calderoli e dalla veneta Manuela Dal Lago.

La situazione del cosiddetto ‘cerchio magico’ ha inizio nella notte tra il 10 e l'11 marzo 2004, quando il cuore di Umberto Bossi impazzisce. Manuela Marrone, la moglie, si ritrova con il marito che lotta tra la vita e la morte, con tre figli da crescere e la sua naturale diffidenza la porta a non fidarsi di nessuno. E quel che fa precipitare la situazione è l'ingresso sulla scena politica di Renzo.

Ancora nel settembre 2009, Umberto Bossi racconta ai giornalisti dei figli, della sua preoccupazione che, per la loro giovinezza e inesperienza, possano essere utilizzati contro di lui e soprattutto contro la Lega: “Renzo deve andare via. Deve studiare all'estero. Voi non lo lascereste in pace”.

A gennaio, Renzo è candidato in Regione ed è proprio il figlio Renzo il perno di tutto. A portare alle dimissioni del senatur una serie di documenti, fatture e soprattutto una cartella denominata ‘Family’, spuntati dalla cassaforte di Belsito che attestano, secondo gli inquirenti che hanno esaminato il materiale, la distrazione di somme destinate ai familiari del leader del Carroccio.

Soldi del partito destinati a leasing auto e case per il figlio, nonché per diplomi e lauree. Renzo Bossi smentisce tutto. Ma insieme a questa serie di documenti spuntano anche delle intercettazioni, agli atti dell'inchiesta, a cui emerge l'ipotesi che Bossi abbia passato alle casse del partito denaro in nero.

In una telefonata la dirigente amministrativa Nadia Dagrada dice all'ex tesoriere: “Tu non puoi nascondere quelli che sono i costi della famiglia, cioè da qualche parte vengono fuori”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il