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Affitti senza cedolare: tasse più alte. Novità Governo Monti

Aumentano gli affitti: la novità per coprire i costi riforma del lavoro



Stretta in arrivo per i proprietari di casa che decidono di affittarla ma non scegliendo l’opzione della cedolare secca. Stangata, dunque, in arrivo per i proprietari degli immobili che non applicano la cedolare. Una delle norme poste a copertura del ddl del lavoro riduce da 15 a 5% lo sconto forfait oggi previsto per chi dichiara con l’Irpef i redditi derivanti dalla locazione di immobili.

Di fatto l'imponibile su cui si paga l'imposta aumenta di 10 punti percentuali. Per coloro che affittano le case senza cedolare, cala, infatti, dal 15 al 5% la riduzione della base di calcolo per l'Irpef sugli affitti rispetto al rendimento determinato secondo le tariffe d'estimo.

In ogni caso questa modifica colpirebbe un mercato, quello degli affitti e degli immobili, già decisamente in crisi, e lo farebbe in qualsiasi caso. Se, infatti, sarà l’inquilino a dover pagare l’aumento, dovrà fare i conti con un canone maggiorato dato che la nuova imposta corrisponde più o meno a un’ulteriore mensilità, se invece se ne prenderà carico il proprietario di casa, ecco che si vedrebbe erodere quello che è il suo rendimento lordo annuale.

Questo provvedimento si aggiunge all’imminente arrivo dell’Imu, l’Imposta Municipale Unica, la nuova tassa sulla casa che sostituisce l'Ici. Nonostante le varie modifiche e i cambiamenti sull’Imu di cui ogni giorno si parla, la cosa certa è che la prima rata, da saldare entro il 16 giugno prossimo, sarà uguale per tutti, fissata al 4 per mille per le prime abitazioni e al 7,6 per mille per tutti gli altri immobili.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il