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Imu affitti casa 2012: calcolo pagamento senza cedolare secca

Probabili aumenti dei canoni intorno al 20% per chi affitta: l’allarme della Cgil



Non solo stangata Imu ma anche le maggiorazioni previste nel ddl sul lavoro per i proprietari di immobili che non applicano la cedolare secca, batosta che rischia di riversarsi sugli inquilini in affitto con una stima degli aumenti dei canoni intorno al 20%.

La Cgil e Sunia lanciano l’allarme di possibili rincari che potrebbero essere pesanti soprattutto per le famiglie in affitto con bassi redditi. L’Imu per le seconde case, infatti, in assenza di una differenziazione per quelle date in affitto, vede aumenti che superano il 100% rispetto alla veccia Ici, con il rischio che questi si riflettano sugli inquilini, secondo quanto denunciano Cgil e Sunia.

Il sindacato calcola, considerando come riferimento un'abitazione di circa 80 mq e ubicata in zona semicentrale, che a Roma, ad esempio, nel canale libero l'incremento è del 142%: si passa infatti da una vecchia Ici pari a 892 euro alla nuova Imu di 2.161, a fronte di un affitto mensile medio di 1.250 euro.

A Milano invece l'aumento dell'Imu è addirittura del 207% per un totale di 1.958 euro e con un affitto medio mensile di 1.100 euro, mentre a Bologna siamo al 198% con un Imu pari a 1.915 euro a fronte di un affitto medio di 950 euro e a Palermo si registra un +119% per un Imu pari a 834 euro rispetto ad un affitto medio di 550 euro.

Le simulazioni condotte dalla Cgil e dal Sunia della nuova Imu registrano aumenti sull’Ici sempre superiori al 100%, e ancor maggiori per le abitazioni affittate a canone concordato, dato che con l’Ici molti comuni avevano applicato aliquote ridotte rispetto a quelle ordinarie per rendere il canale concordato più appetibile per i proprietari (a Bologna era addirittura pari a zero).

A scombinare tutto sugli affitti è stata la norma contenuta nel ddl di riforma del mercato del lavoro per coprire i costi della riforma stessa e che prevede che per quei proprietari di immobili che non applicano la cedolare si riduce dal 15 a 5% lo sconto forfait previsto per chi dichiara con l’Irpef i redditi derivanti dalla locazione di immobili.

Di fatto l’imponibile su cui si paga l’imposta aumenta di 10 punti percentuali, pari a un incremento che la Cgil e Sunia calcolano sia pari ad un aggravio per i proprietari di circa 450 euro l’anno. Una cifra, spiega il sindacato, “che colpisce l’anello più debole della catena, ovvero quei proprietari con redditi più bassi che non vedono convenienza nell’optare per la cedolare secca con aliquote ridotte”.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il