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Contributi ricongiunzioni Pensioni 2012: calcoli e costi reali

Il problema delle ricongiunzioni: cosa fare e quanto costa



La riforma delle pensioni, oltre a porre numerosi problemi per calcoli e categorie, pone anche la questione della ricongiunzione. Sono, infatti, molti i lavoratori che dalle gestioni alternative (Inpdap, fondi speciali Ferrovie, Elettrici, Fondo Volo, Telefonici, eccetera) devono passare al Fondo pensioni lavoratori dipendenti dell'Inps (Fpld). Spesso, infatti, accade che, in concomitanza con un cambiamento di lavoro, si verifichi il trasferimento della pensione presso un ente previdenziale diverso da quello in cui si è iscritti.

Di conseguenza, nasce il problema che riguarda il calcolo dei contributi maturati durante gli anni di attività. Gli enti previdenziali, infatti, non seguono le stesse regole e per questo nasce il bisogno di comprendere in che modo è possibile riunire periodi differenti di contribuzione, maturati presso Fondi diversi.

La questione ruota, dunque, intorno al tema della ricongiunzione dei contribuiti, che consente di valutare l’importo della pensione in base alle regole vigenti nel Fondo in cui ci si trasferisce, come se si fosse iscritti da sempre in quello specifico ente.

Ad impensierire i lavoratori e i pensionati italiani non è solo il problema degli esodati, dunque, ma anche quello che riguarda la ricongiunzione dei contributi versati per ottenere la pensione al termine della propria vita lavorativa.

Non avendo ancora risposte certe su come la ricongiunzione dei contributi potrebbe avvenire, c’è chi parla di totalizzazione, che permette ai lavoratori che hanno versato contributi in diverse gestioni previdenziali (almeno due) di beneficiare di un'unica pensione, sommando i diversi periodi. Si tratta di una procedura che consente di sommare i periodi contributivi non inferiori a sei anni presso enti previdenziali differenti.

La contribuzione versata per periodi inferiori a sei anni, invece, deve essere ricongiunta a titolo oneroso. La totalizzazione è sempre gratuita, ma mentre la totalizzazione si riduce ad una determinata somma, la ricongiunzione dei contribuiti dà la possibilità di ricalcolare i propri contribuiti in base alle regole presenti nel fondo pensionistico nel quale ci si è trasferiti.

Per ricongiungere i diversi fondi a volte vengono richiesti centinaia di migliaia di euro. A luglio 2010 la finanziaria di Tremonti ha reso le ricongiunzioni dei contributi pensionistici verso l'Inps onerose. Si voleva evitare che le donne lavoratrici del pubblico impiego traslocassero all'Inps, dove si poteva andare in pensione ancora a 60 anni.

Ma l'Inps per ricongiungere i contributi ha chiesto a ognuno centinaia di migliaia di euro. L’attuale ministro del Lavoro Fornero ha reputato che questa norma fosse giusta. In realtà i lavoratori trasferendo i propri contributi all’Inps non hanno una pensione con qualcosa in più ma una pensione più bassa.

I conti sono stati fatti dall’Inps, ha dichiarato il ministro Fornero, cosa che però Mastropasqua nega. Poi si è scoperto che abolire questa norma sarebbe costato moltissimo. L’Onorevole Turco aveva poi chiesto quanti fossero i contributi silenti,  cioè i contributi versati dai lavoratori che non hanno maturato il requisito minimo per la pensione.

Da anni, però, non si riesce ad avere una risposta ufficiale e ha così detto: “Mastrapasqua sottrae alla conoscenza dei legislatori dati fondamentali per legiferare. Proporrò una commissione di inchiesta per permettere ai carabinieri di andare all’Inps a prendere i dati”.

 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il