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Imu Milano e Roma dopo novità e modifiche Monti. Calcolo acconto e saldo finale 2012

Imu: quanto costerà a Milano e Roma



Pronta ad arrivare l’Imu, la tassa sulla casa che sostituisce l’Ici e che rappresenterà una stangata per tutti gli italiani proprietari di abitazioni, soprattutto di seconde e terze case, colpa soprattutto degli aumenti previsti dai Comuni, che saranno differenti da città a città e che andranno a far crescere l’imposta.

Sono molte, infatti, le città italiane in cui l’aliquota Imu crescerà, a partire da Torino, dove arriverà al 6 per mille per avere un gettito paragonabile all'ex Ici, passando da Milano e Roma, Bologna e Firenze, Reggio Emilia o Terni. Nell’attesa di sapere quali saranno gli aumenti previsti dai diversi Comuni italiani, l'acconto di giugno dell'Imu si pagherà con le aliquote di base e la detrazione già fissata per la prima abitazione.

Per il 2012, cioè, il pagamento della prima rata dell'imposta municipale propria è effettuato, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in misura pari al 50% dell'importo ottenuto applicando le aliquote di base e la detrazione previste, da versare entro il 18 giugno.

La seconda rata del saldo, che sarà versata a dicembre, sarà, invece, calcolata in base alle variazioni delle aliquote stabilite dai diversi comuni. In generale, per il calcolo dell'importo della tassa, i contribuenti dovranno moltiplicare per 160 la rendita catastale (rivalutata del 5%), applicare l'aliquota di base, che è del 4 per mille sulla prima casa e del 7,6 per mille su tutti gli altri immobili, togliere le detrazioni forfettarie, che sono pari a 200 euro più 50 euro per ogni figlio a carico di età fino a 26 anni, e pagare la metà di quest'importo.

Fino poi al prossimo mese di dicembre i Comuni decideranno le loro variazioni che possono essere il 2 per mille in più o in meno per la prima casa (quindi dal 2 al 6 per mille) e il 3 per mille in più o in meno sugli altri immobili (per i quali l'Imu può variare, dunque, da un minimo dello 0,46% al massimo dell'1,06%).

Il conto più salato sarà quello pagato dai romani, che sulla prima casa si troveranno a pagare una maggiore addizionale comunale che sale dal 4 al 5 per mille, ma le aliquote del 5 per mille per l'abitazione principale e del 10,6 per mille per gli altri fabbricati già decise dalla giunta comunale di Roma non saranno infatti applicate per il versamento dell'acconto.

Il pagamento previsto per il 18 giugno dell'acconto del 50% sarà infatti calcolato con l'aliquota del 4 per mille per la prima casa e del 7,6 per mille per gli altri immobili. Entro il 17 dicembre dovrà essere, invece, pagato il saldo sulla base delle aliquote varate dalla giunta capitolina al netto di quanto pagato con la prima rata.

Il peso fiscale sulla casa a Roma tra Imu e Irpef potrebbe così arrivare in alcuni casi al 40% del reddito secondo le diverse zone censuarie che nel Comune di Roma sono sette. Facendo l'esempio di un appartamento in una zona pregiata affittato a 1000 euro al mese, il proprietario potrebbe arrivare a pagare di tasse anche 4800 euro all'anno.

Prendendo come esempio poi un appartamento nel centro storico costituito da un'unità immobiliare accatastata nella categoria catastale A/2 (civile abitazione (classe censuaria 3 di vani catastali 5), la base imponibile Imu risulta di 292.832 euro.

L'acconto da pagare per la casa adibita ad abitazione principale del contribuente (al netto della detrazione di 200 euro e di 50 euro per ogni figlio residente nell'immobile) risulta di 460,66 euro, mentre il saldo a conguaglio dell'aliquota già varata dal comune di Roma comporta il pagamento di 753,50 euro.

Nel quartiere di Centocelle per un appartamento con un valore catastale di 203.893 euro, l'acconto Imu comporterà il pagamento di 282,78 euro e un saldo di 486,69 euro.

Situazione diversa a Milano, dove l’aliquota sulle prime case rimarrà al minimo ma quella sulle seconde sarà alzata al massimo, 10,6 per mille. A Milano, infatti, per l’aumento dell’Imu, l’ipotesi più probabile è che Palazzo Marino decida di lasciare ferma l'aliquota sull'abitazione principale, mantenendola al 4 per mille, ma aumentando quella sugli altri immobili.

Sulle abitazioni, le ipotesi parlano di un’Imu al massimo (10,6 per mille) per le case lasciate vuote e di un trattamento particolare per quelle affittate a canone concordato (4,6 per mille), mentre per le locazioni di mercato l'aliquota si potrebbe attestare al 9,6 per mille.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il