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Imu pagamento a rate nel 2012 e chi deve pagare tassa su casa. Novità e cambiamenti

Rateizzazione pagamento Imu, modifiche per anziani e altre novità Imu: cosa prevedono



Ancora novità per quanto riguarda l’Imu: rateizzazione in due-tre tranche dell'acconto Imu sulla prima casa, soluzione per gli anziani delle case di riposo che devono pagare sulla casa l'aliquota più alta, come seconda abitazione, e agevolazioni per le case affittate a canone concordato: sono alcune delle modifiche sull'Imu che potrebbero entrare tra gli emendamenti al dl fiscale, all'esame della Commissione Finanze della Camera.

A spingere per la rateizzazione dell'acconto sulla prima casa è soprattutto il Pdl che ha riunito molti ex ministri per mettere a punto il proprio emendamento e proverà anche a proporre al dibattito la trasformazione della tassa in ‘una tantum’.

Tra le questioni da sciogliere anche quella relativa alla tassazione della casa per gli anziani che sono nelle case di cura o negli ospizi, che secondo le prime norma dovrebbero pagare un’aliquota più alta, e quello sulle case affittate a canone concordato.

L'acconto di giugno della nuova Imu, la tassa sulla casa che da quest'anno sostituisce la vecchia Ici, si pagherà con le aliquote di base e la detrazione già fissata per la prima abitazione. Per l'anno 2012 il pagamento della prima rata dell'imposta municipale propria è effettuato, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in misura pari al 50% dell'importo ottenuto applicando le aliquote di base e la detrazione previste.

Il pagamento della prima rata cui adempiere è fissato per il 18 giugno. I contribuenti dovranno pertanto dunque calcolare l'importo della tassa, moltiplicando per 160 la rendita catastale (rivalutata del 5%), applicare l'aliquota di base (il 4 per mille sulla prima casa, il 7,6 per mille su tutti gli altri immobili), togliere le detrazioni forfettarie, che sono pari a 200 euro più 50 euro per ogni figlio a carico di età fino a 26 anni, e pagare la metà di quest'importo.

A dicembre, con il saldo, si pagherà il resto, tenendo conto delle aliquote effettivamente stabilite nel frattempo dal Comune di residenza, che possono essere il 2 per mille in più o in meno per la prima casa (quindi dal 2 al 6 per mille) e il 3 per mille in più o in meno sugli altri immobili (per i quali l'Imu può variare, dunque, da un minimo dello 0,46% al massimo dell'1,06%).

Per le prime case, l’aliquota di riferimento per le abitazioni principali è pari allo 0,4% sulla rendita catastale originaria rivalutata del 5% e moltiplicata per 160. Dalla somma così ottenuta si detraggono 200 euro più altri 50 euro per ogni figlio di età inferiore a 26 anni se residente nella stessa abitazione.

I Comuni hanno facoltà di variare le aliquote per l'abitazione principale dallo 0,2 allo 0,6%, mentre l'oscillazione per gli altri immobili può andare dallo 0,46 all'1,06%, con possibilità di scendere allo 0,4% per gli immobili locati e per quelli posseduti dalle persone giuridiche.

La vera stangata Imu si abbatterà soprattutto sui possessori di seconde case. In questo caso l'aliquota fissata è al 7,6 per mille suscettibile però di rialzo e nonostante i Comuni non abbiano ancora comunicato questi rialzi, secondo le stime, in alcune città, l'aliquota sulla seconda casa potrebbe arrivare anche al massimo del 10,6 per mille. L'Imu sulla seconda casa si calcola come per la prima: rendita catastale X 105 X 160= base imponibile. Una volta arrivati alla base imponibile l'aliquota da applicare è dello 0,76%.

In questo caso non sono previste detrazioni. Per quanto riguarda negozi, uffici, capannoni, dopo aver adeguato le rendite del 5% (moltiplicando X 105%) il coefficiente cambia, arrivando al 55% per i negozi, al 60% per i fabbricati rurali strumentali (ma anche per i capannoni industriali) e al 140% per i laboratori artigiani, dell'80% per gli uffici.

La nuova imposta comunale sugli immobili avrà l'aliquota al 10,6 per mille. Ad incidere molto sulla tassazione dei negozianti saranno i nuovi meccanismi di calcolo delle basi imponibili. Per i fabbricati rurali strumentali all'attività agricola (stalle, cascine, fienili) l'aliquota è del 2 per mille.

Previsti sconti per i terreni e i comuni montani, gli immobili inagibili e storici, gli immobili di proprietà dei comuni. Le modifiche prevedono l’esenzione per i fabbricati rurali strumentali situati nei comuni di montagna con altitudine superiore ai 1.000 metri e il ripristino al 25% dell’abbattimento della base imponibile a favore degli immobili degli imprenditori agricoli professionali.

Previsto poi l’aumento da 130 a 135 del moltiplicatore applicato ai fini della determinazione della base imponibile Imu dei terreni posseduti da soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola; abrogato il regime di favore degli immobili di interesse storico e artistico quando producono un reddito. Riduzione del 50% della base imponibile ai fini Imu prevista per immobili inagibili e inabitati.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il