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Esodati poste, banche e prime stime sul numero per trovare soluzione

Trovare una soluzione per gli esodati: prima serve la stima sicura sulle cifre



Mentre il ministro del Lavoro Elsa Fornero annuncia e ribadisce che entro il 30 giugno sarà emanato un decreto ad hoc per gli esodati, spunta la nuova ipotesi di far rientrare questa categoria di lavoratori nell’Aspi  (Assicurazione sociale per l’impiego), la nuova indennità di disoccupazione contenuta nella riforma del mercato del lavoro che prevede un’erogazione massima di 1.119 euro al mese per tre anni. Silvano Moffa, presidente della commissione Lavoro della Camera, spiega che “Il governo si sta impegnando per trovare le risorse necessarie a coprire il recupero degli esodati.

Ma innanzitutto siamo di fronte all’incertezza numerica. Non si sa quanti siano. Il tavolo tecnico cui sta partecipando anche l’Inps sta cercando di definire un numero realistico. Mi auguro che ci siano forniti dei dati in grado di inquadrare il fenomeno”.

Al momento, secondo le stime, il numero degli esodati va da un minimo di 100mila a un massimo di 350mila. Per loro l’Aspi potrebbe rappresentare una soluzione, anche se applicando questi ammortizzatori anche per categorie per le quali non erano inizialmente previsti, si rischia di risolvere un problema e determinarne un altro.

Del resto, però, 1.119 euro sarebbero meglio che niente. La novità dovrebbe toccare tutto il mondo degli esodati, compresi gli esodati di banca e delle Poste, in questo caso sarebbero almeno 5.500 persone, la metà delle quali forse ‘salva’, ma l’altra metà sicuramente sospesa in un limbo.

Ad annunciare questi numeri è stato il presidente dell'azienda, Giovanni Ialongo, che si augura che la soluzione la si trovi per tutti, “perché sarebbe assurdo lasciare fuori persone senza stipendio e senza pensione”.

Come spiegato da Iaolongo, “Alcuni esodati di Poste Italiane sono stati incentivati assumendo il figlio o la figlia. Non è quindi possibile riprendere anche solo una parte degli esodati di Poste Italiane, perchè si tratta di personale che ormai è uscito e anche perchè ci sono casi diversi tra loro, ovvero alcuni sono stati incentivati assumendo il figlio o la figlia, mentre altri hanno avuto l'incentivo all'uscita”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il