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Tassa su Sms non solo Imu, riforma lavoro e pensioni dal Governo Monti

Nuova tassa per sms: quanto costerà e a cosa servirà



Non solo ritorno dell’Imu, che spaventa i contribuenti italiani e per cui ancora non sono state definite certamente aliquote e modifiche; riforma sulle pensioni, per cui resta ancora da risolvere il nodo sugli esodati e che in generale ha provocato un diffuso malcontento; e riforma del lavoro, ancora in discussione non senza proteste, l’impegno del governo Monti si concentra anche sui costi telefonici e in particolare sull’aumento degli sms.

Secondo la novità prevista, per ogni sms inviato i gestori telefonici dovranno versare fino a 2 centesimi di euro di imposta, che ovviamente ricaricheranno sulla bolletta dell’utente. Considerando le decine di milioni di sms che gli italiani si scambiano ogni giorno, l’imposta potrebbe fruttare una cifra che si avvicina al mezzo miliardo di euro l’anno.

Il rincaro delle tasse sugli sms di due centesimi dovrebbe andare a riformare la Protezione Civile. Diverse sono comunque le possibilità di finanziamento per gli interventi sulle calamità: le Regioni possono aumentare l’imposta sulla benzina fino a un massimo di cinque centesimi per litro; il governo, inoltre, può innalzare l’accisa sulla benzina e sul gasolio, sempre al massimo per cinque centesimi.

O in alternativa si può optare per il rialzo di due centesimi di euro per l’invio di sms da cellulare, computer o siti internet. In questo caso, i gestori delle società di telecomunicazione provvedono al pagamento dell’imposta, con facoltà di rivalsa nei confronti dei clienti.

Intanto la vicepresidente della Commissione europea e commissario per l'Agenda digitale Neelie Kroes alla domanda se è preoccupata per l'indipendenza dell’Autorità per le comunicazioni in relazione ai compiti ad essa attribuiti dall'emendamento, risponde “Mario Monti è la persona migliore che c’è per sostenere la concorrenza”.

Ed entro giugno 2012, il Governo Monti metterà a punto il pacchetto di norme Digitalia per la digitalizzazione delle imprese e del sistema Paese. Il governo, accanto alle proposte di Confindustria Digitale per un piano per l’attuazione dell’Agenda digitale basato su cinque assi d’intervento (sviluppo della domanda pubblica e privata di servizi online; investimenti infrastrutturali; Internet e riforma del diritto d’autore, diffusione delle modalità di pagamento elettronico, tutela della privacy; creazione di un vero mercato di Venture capital, con l’obiettivo di sostenere la nascita di giovani startup Internet italiane; formazione dei lavoratori non nativi digitali, attraverso un piano di rioccupabilità legato agli skills ICT), ha aggiunto quelle inserite nella proposta di legge ‘Disposizioni per lo sviluppo dei servizi elettronici e digitali’, fra cui figurano contributi in favore delle famiglie prive di connessione alla rete Internet, interventi di riduzione dell’IVA per le transazioni online, incentivi per il rinnovo del parco tecnologico delle famiglie previa rottamazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il