Esodati: la soluzione della Fornero ma i numeri non tornano

Scontro sindacati Governo sulla questione esodati. Per il governo sarebbero 65 mila



Continua a tenere la banco e scatenare polemiche la questione sugli esodati, lavoratori che non percepiscono più lo stipendio e, a causa della riforma delle pensioni che ha alzato l'eta di ritiro, vedono allontanarsi di anni la data dell'assegno previdenziale.

Per il governo gli esodati sarebbero 65 mila. Ma la Cigil attacca sostenendo che i dati sono sballati, perché gli esodati sarebbero effettivamente 350mila come inizialmente stimato. Il dubbio è che con queste cifre si voglia nascondere la vera entità del fenomeno e non si voglia risolvere il problema.

“Le persone coinvolte sono purtroppo molto più numerose” rispetto ai numeri comunicati dal governo, ha replicato anche la Cisl, che avverte: “Minimizzare questo problema che assilla tantissime persone è sbagliato e crea rischi seri per la coesione sociale”.

"Il numero di 65 mila esodati, spiega il leader della Cisl Raffaele Bonanni, è credibile solo secondo i criteri usati dal governo, se si riconoscono i due anni stabiliti dal milleproroghe; ma se si guarda a 48 mesi, come ha chiesto il sindacato, gli esodati sono decine di migliaia in più”.

“E' una cifra palesemente riferita a solo una parte delle tipologie di lavoratori da salvaguardare”, teme la Uil e anche per l'Ugl “ovviamente i numeri veri non sono questi”. Il ministro Fornero ha però replicato che i dati sono frutto di un controllo scrupoloso e assicura la copertura finanziaria per risolvere il nodo degli esodati: “L'importo finanziario individuato dalla riforma delle pensioni, attuata col decreto Salva Italia è adeguato a corrispondere a tutte le esigenze senza dover ricorrere a risorse aggiuntive.

L'ipotesi è quella di un intervento normativo per trovare soluzioni che consentano a lavoratori interessati da accordi collettivi stipulati in sede governativa entro il 2011, comunque beneficiari di ammortizzatori sociali finalizzati all'accompagnamento verso la pensione, di accedervi secondo le previgenti regole”.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il