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Finanziamenti ai partiti: emendamento inammissibile. Come effettuare controlli

Fini ha dichiarato inammissibile l'emendamento al dl fiscale. Ora nuovo decreto



Le misure per rendere più trasparenti i bilanci dei partiti non diventerà un emendamento al decreto fiscale, come assicurato dalle forze politiche che avevano raggiunto l'intesa. Ma ne verrà chiesto l'esame in sede legislativa.

Il primo comma dell'emendamento al decreto legge fiscale depositato dal relatore Gianfranco Conte ma subito giudicato inammissibile dal presidente della Camera Gianfranco Fini prevedeva che “Per garantire la trasparenza e la correttezza nella gestione contabile e finanziaria, i partiti e i movimenti politici dovessero avere i loro bilanci certificati da società di revisione iscritte all'albo speciale tenuto dalla Consob”.

Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchetto, ha spiegato che “A questo punto l'unica strada è la presentazione di un disegno di legge alla Commissione Affari Costituzionali puntando a farlo approvare in via legislativa”. “Prendiamo atto della valutazione di inammissibilità dell'emendamento al decreto fiscale che contiene le norme sulla trasparenza dei bilanci dei partiti”, ha invece detto il capogruppo del Pd Dario Franceschini.

“E’ una valutazione del presidente della Camera che rispettiamo. La volontà dei gruppi che sostengono quel testo era quella, attraverso l'emendamento al decreto, di fare entrare in vigore la norma in tempi brevissimi”. In un primo momento sembrava ci fosse unanimità tra i gruppi poi questa unanimità è venuta meno ma resta comunque l'accordo raggiunto da Pdl, Pd e Terzo Polo per controllare la gestione del finanziamento pubblico.

I punti dell'emendamento ritenuto inammissibile prevedevano oltre al Controllo da parte di società di revisione, l'istituzione di una Commissione per la Trasparenza, con sede presso la Camera che provvederà, insieme al Senato, ad assicurarne l'operatività anche attraverso la dotazione di personale di segreteria. L'organismo sarà composto dal presidente della Corte dei Conti che coordina, da quello del Consiglio di Stato e dal primo presidente della Cassazione.

Ciascuno di loro potrà avvalersi fino a un massimo di 2 magistrati appartenenti ai rispettivi ordini giurisdizionali e nessuno di loro percepirà alcun compenso. Inoltre, sul sito internet di ogni partito e di quello della Camera, entro il 15 giugno di ogni anno, dovranno essere pubblicati il rendiconto di esercizio dei partiti, la relazione del collegio sindacale e quella della società di revisione, i bilanci delle imprese partecipate, e il verbale di approvazione del rendiconto.

Previsto, infine, il divieto di investire i soldi pubblici ricevuti in strumenti finanziari diversi dai titoli di Stato italiani. Ora il testo di riforma sul sistema di finanziamento pubblico ai partiti su cui Pd, Pdl e Udc hanno raggiunto l'intesa arriverà sotto forma di disegno di legge.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il