BusinessOnline - Il portale per i decision maker


Obbligazioni, azioni, emergenti 2012: confronto rendimenti e convenienza

Investire in questi mesi di incertezza: consigli per chi vuole rischiare e per i più prudenti



In questo momento storico, in cui le Borse cercano di stabilizzarsi ma risentono ancora della crisi e lo spread dopo l’entusiasmo del ribasso improvviso è tornato ad essere altalenante, chi decide di investire nel mercato ed è molto prudente è bene che si orienti verso le obbligazioni a tasso fisso.

La scelta di un portafoglio diciamo prudente, dedicato a chi desidera proteggersi senza considerare troppo il rendimento e vede il futuro in maniera meno positiva, potrebbe orientarsi, come consigliato da un'analisi di CorrierEconomia, sulle obbligazioni più che sulle azioni, preferendo, come accennato, l’investimento nel reddito fisso (75% del totale), con una parte dedicata sia ai titoli di Stato (30%), sia alle obbligazioni societarie (45%), in entrambi i casi con scadenze non superiori ai 3-5 anni. Molto ridotta la quota investita in azioni, che non va oltre il 15%.

Chi, invece, è più ottimista sul futuro ed è pronto a correre qualche rischio, per inseguire un rendimento potrebbe scommettere sui listini emergenti. Puntare sui listini dei Paesi emergenti potrebbe essere un’ottima mossa per gli investimenti dei prossimi mesi.

Sempre da un’analisi di Corriereconomia emerge, infatti, che una buona parte del proprio portafoglio di investimento dovrebbe puntare su un 25% di azionario dei paesi sviluppati e in un 10% dei paesi emergenti, in entrambi i casi utilizzando strumenti come gli Etf. I mercati emergenti del resto rappresentano l’ancora di salvezza del mercato azionario e sono considerati il nuovo motore della crescita economica mondiale, perché offrono opportunità d’investimento relativamente solide, grazie alle recenti riforme economiche ed alla costante crescita della classe media.

I più consigliati su cui puntare sono Brasile, Messico, Sud Africa, Cina e Venezuela. Il possibile rialzo dei mercati emergenti porterebbe a puntare su Etf settoriali come il DB emerging consumer staples di Deutsche Bank, paniere che riproduce l’andamento delle maggiori società di largo consumo asiatiche, aziende che potrebbero dare le maggiori soddisfazioni anche nell’ipotesi di un rallentamento della crescita del gigante cinese. Bene anche l’Etf in oro fisico (5%), perché il prezzo del metallo appare tuttora orientato al rialzo nel lungo periodo.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il