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Tariffa bioraria: l’energia di notte ora si paga di più. Salgono i costi

Convenienza tariffa bioraria spazzata via dalle rinnovabili?



Usare elettrodomestici di sera e di notte per risparmiare sui costi della bolletta: oggi forse potrebbe non essere più così conveniente. Il principio seguito dalle cosiddette tariffe biorarie che inizialmente promettevano grandi risparmi alle famiglie italiane, rischiano ora di rivelarsi poco efficienti.

Se, infatti, inizialmente si era stimato con l’avvento delle biorarie un risparmio in bolletta per i consumatori dal 5% in su, ora invece questo risparmio rischia di scomparire, perché l'energia elettrica, nelle fasce serali, oggi non è a buon mercato e anzi in alcuni casi il suo costo sarebbe anche superiore a quello che si registrerebbe nelle cosiddette ore di punta della giornata, cioè la fascia oraria tra le 8 e le 19 che va dal lunedì al venerdì e che concentra i maggiori consumi.

Causa di questo cambiamento è lo sviluppo crescente delle energie rinnovabili, eolico e fotovoltaico: 6.600 megawatt di potenza installata a fine 2011 per il primo e 12.500 megawatt per il secondo.

Nel 2011, infatti, nelle ore di maggior produzione fotovoltaica (dalle 7 alle 16), l'incremento di prezzo è rimasto contenuto al 7% rispetto al 2010, mentre nelle altre ore è cresciuto del 20% e nella fascia dalle 17 alle 21, nell'ultimo quadrimestre 2011, è stato addirittura del 30%. Lo scorso marzo, inoltre, il prezzo delle ore serali ha superato (93 euro/mwh contro 83) quello delle ore diurne.

Per evitare, dunque, bruschi rialzi nelle bollette, l’Autorità per l’Energia se vorrà continuare ad incentivare il consumo nelle ore serali dovrà valutare opportuni correttivi all’attuale sistema di fornitura e tariffazione energetica.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il