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Riforma lavoro 2012:p.iva, assunzioni più facili, ammortizzatori licenziamenti.Cambiamenti possibili

Ancora modifiche alla riforma lavoro. Fornero: “Non è un testo definitivo”



Ancora modifiche possibili sulle norme della nuova riforma del lavoro. Il ministro Fornero ha anche annunciato che “È possibile fare qualche modifica, non per fare arretrare il provvedimento, ma per migliorarlo. Non è un testo definitivo e può essere migliorato, ma senza arretramenti”.

Sulle possibili modifiche sulla flessibilità in entrata Fornero ha dichiarato che sono state esaminate varie forme di contratto per evitare gli abusi. E ha anche aggiunto: “Se abbiamo commesso qualche interpretazione poco corretta siamo disponibili a riconoscerlo. Se qualcuno indica altre strade per combattere gli abusi e il precariato ci va benissimo. La riforma è importante per il Paese, il governo non ha la pretesa di sapere tutto”.

“E' il momento più difficile della crisi, tuttavia la soluzione non arriverà da una ideona o con una bacchetta magica, ma con il lavoro costante sull'agenda della crescita, che è fatta di tanti piccoli pezzi”: così il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, intervistato da Lucia Annunziata nel corso della trasmissione ‘In mezz'ora’.

“La riforma del lavoro è una buona riforma e come ogni cosa può essere ulteriormente migliorata, ma sono sicuro che arriverà in fondo. Creare l'aspettativa per un’ideona che faccia ripartire la crescita è fuorviante. Se l'Italia non cresce da più di 10 anni in maniera adeguata forse è perchè cerchiamo l'ideona e la scorciatoia. La forza su cui continuare a puntare è invece quella di aver messo in un piano unico l'agenda per la crescita, tutti i pezzi, ed è anche avere tante idee tutte in fila che toccano tutti gli aspetti del funzionamento di questo Paese”.

La nuova riforma del lavoro che punta alla crescita di Italia e alla regolarizzazione dell’occupazione, soprattutto per i più giovani, colpirà anche i titolari di partita Iva, mettendo a rischio molti posti di lavoro, secondo la Fondazione Studi dei consulenti del lavoro.

Sotto la lente d'ingrandimento, i tre requisiti che, secondo le nuove regole, fanno scattare per le partite Iva, il presupposto di lavoro subordinato: monocommittenza, durata della prestazione superiore a 6 mesi in un anno e il fatto che il collaboratore disponga di una postazione di lavoro presso una delel sedi del committente.

Secondo quanto spiegato dalla circolare, se ricorrono questi presupposti, scatta la presunzione del regime di parasubordinazione del rapporto. La conversione avviene automaticamente, salvo che sia fornita la prova contraria da parte del committente. Questo meccanismo potrebbe comportare la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il