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Intesa G7 sul congelamento del debito dei Paesi colpiti dal maremoto

Il G-7 ha raggiunto un'intesa per congelare il debito dei Paesi dell'Oceano Indiano devastati dallo tsunami.



Il G-7 ha raggiunto un'intesa per congelare il debito dei Paesi dell'Oceano Indiano devastati dallo tsunami. Lo ha annunciato il cancelliere dello scacchiere britannico Gordon Brown (la Gran Bretagna ha quest'anno la presidenza del gruppo dei Paesi più industrializzati). Le sette nazioni cercheranno di ottenere il placet di tutti i creditori nel prossimo vertice del Club di Parigi (che riunisce i Paesi donatori) , in programma il 12 gennaio.

Il comunicato, firmato dai ministri delle Finanze dei Paesi più industrializzati, precisa che il G7-G8 lavorerà con i Paesi creditori rappresentati nel Club di Parigi ed altri creditori per raccogliere appoggio a questa strategia.

'Non chiederemo i pagamenti del debito da parte dei paesi colpiti fino a quando la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale non avranno completato una stima delle necessità della ricostruzione e dei finanziamenti, riconoscendo che alcuni paesi potrebbe non essere in grado di effettuare i pagamenti del debito', si legge nella dichiarazione.

Gordon Brown, ministro delle Finanze britannico, ha aggiunto che 'a seconda delle conclusioni della stima delle necessità, credo che il G7 e il Club di Parigi (l'organismo dei Paesi creditori) debbano anche essere pronti a considerare altre opzioni per dare ulteriore assistenza'. Brown ha già detto che questa moratoria potrebbe portare anche a una cancellazione del debito dei Paesi devastati dallo tsunami.

Arriva intanto una parziale rassicurazione sul fronte sanitario. Al termine del vertice straordinario dei ministri della Sanità dell'Unione europea, il ministro Sirchia ha affermato che per il momento nelle aree colpite 'non ci sono rischi di epidemie se non quello sporadico di malattie che ci sono sempre'. 'C'è un sistema di vigilanza in atto e quindi il grande lavoro fatto dall'Onu ha dato il suo risultato', ha aggiunto Sirchia.

Il ministro ha sottolineato che 'il rischio non è escluso, ma quello che è stato messo in atto per ora è stato sufficiente a prevenire epidemie su larga scala'. Sirchia ha indicato che in questo momento tra i Paesi colpiti che necessitano dei maggiori sforzi sotto il profilo sanitario c'è soprattutto l'Indonesia, 'dove non si capisce bene fino a che punto ci sia ancora bisogno, perché alcune delle aree colpite non sono state ancora raggiunte'.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il