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Imu 2012: sconti per figli più difficili. A rischio pagamento stipendi dipendenti Comuni

16 giugno, 16 settembre e 16 dicembre, le tre rate per l’Imu 2012. Come fare



16 giugno, 16 settembre e 16 dicembre, queste le tre rate di pagamento dell’Imu 2012, la nuova tassa sulla casa che da quest’anno sostituisce l’Ici. Nella prima e nella seconda si pagherà un terzo dell’imposta, nella terza, quella che si pagherà considerando anche le aliquote stabilite dai diversi Comuni italiani, provvederà al saldo.

L’emendamento dovrebbe essere votato questo pomeriggio o al massimo domani mattina. Resta da capire se la rateizzazione riguarderà solo l'abitazione principale o l'Imu secondaria.

Il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, ha detto che “Se riguarderà anche la seconda casa avrà un impatto devastante poiché i problemi di liquidità aumenteranno ulteriormente, dopo il danno provocato con la Tesoreria unica. Il governo deve prendere atto che i Comuni non hanno più risorse in cassa”. A rischio, dunque, gli stipendi dei dipendenti comunali.

L'acconto di giugno della nuova Imu, la tassa sulla casa che da quest'anno sostituisce la vecchia Ici, si pagherà con le aliquote di base e la detrazione già fissata per la prima abitazione.

Per l'anno 2012 il pagamento della prima rata dell'imposta municipale propria è effettuato, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in misura pari al 50% dell'importo ottenuto applicando le aliquote di base e la detrazione previste. Il pagamento della prima rata cui adempiere è fissato per il 18 giugno.

I contribuenti dovranno pertanto dunque calcolare l'importo della tassa, moltiplicando per 160 la rendita catastale (rivalutata del 5%), applicare l'aliquota di base (il 4 per mille sulla prima casa, il 7,6 per mille su tutti gli altri immobili), togliere le detrazioni forfettarie, che sono pari a 200 euro più 50 euro per ogni figlio a carico di età fino a 26 anni, e pagare la metà di quest'importo.

A dicembre, con il saldo, si pagherà il resto, tenendo conto delle aliquote effettivamente stabilite nel frattempo dal Comune di residenza, che possono essere il 2 per mille in più o in meno per la prima casa (quindi dal 2 al 6 per mille) e il 3 per mille in più o in meno sugli altri immobili (per i quali l'Imu può variare, dunque, da un minimo dello 0,46% al massimo dell'1,06%).

Per le prime case, l’aliquota di riferimento per le abitazioni principali è pari allo 0,4% sulla rendita catastale originaria rivalutata del 5% e moltiplicata per 160. Dalla somma così ottenuta si detraggono 200 euro più altri 50 euro per ogni figlio di età inferiore a 26 anni se residente nella stessa abitazione.

In base all’emendamento oggi presentato, dovrebbe però scattare una stretta sulle agevolazioni previste per la prima casa: queste saranno infatti riconosciute solo se il possessore (e il suo nucleo familiare) dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell'abitazione.

Si legge, infatti, che “le agevolazioni previste si applicano solo se il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente nell'abitazione stessa”. Non vale, dunque, per esempio per coniugi conviventi che posseggono due case e dichiarano però di avere residenze separate nello stesso comune. Previsto inoltre che l'aliquota e la detrazione per l'abitazione principale e per le relative pertinenze debbano essere uniche per nucleo familiare indipendentemente dalla dimora abituale e dalla residenza anagrafica dei rispettivi componenti.

autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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