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Spread Btp-Bund ma anche titoli di Stato francese sale: i motivi

Torna a risalire lo spread btp-bund. Sotto stress anche i titoli francesi



Continua a risalire lo spread tra Btp e Bund in apertura dei mercati europei. Il differenziale è salito a 391,6 punti dai 387,5 della chiusura di ieri. Il rendimento si attesta così al 5,64%. Borse di Asia e Pacifico in calo per la seconda seduta consecutiva e a pesare sono i timori connessi al rischio default della Spagna, con lo spread e i rendimenti decennali di Madrid alla vigilia ai massimi da quattro mesi.

Sui listini incide poi l’indebolimento degli investimenti esteri in Cina scesi per il quinto mese consecutivo con il rallentamento dell’economia. Ma non è solo lo spread fra btp italiani e bund tedeschi a salire perché la Francia, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali, vede balzare i rendimenti dei titoli di Stato al 2,9% (nella scadenza a 10 anni).

Lo spread tra gli Oat francesi e il Bund tedesco è salito a 130 punti base e i cds, una sorta di polizze assicurative che coprono dal fallimento del Paese, sono saliti a quota 187, decisamente più in alto dei 150 punti del 19 marzo.

Se l'economia francese ha dunque evitato la recessione nel primo trimestre 2012 ha anche registrato una crescita pari a zero e si ritrova oggi a  fare i conti con un rapporto deficit/Pil al 5,2%, con un tasso di disoccupazione stimato al 9,7% (dal 9,4% di fine 2011), e con problemi strutturali sulla rigidità del mercato del lavoro.

Intanto il direttore del Fondo monetario, Christine Lagarde, elogia gli sforzi del Governo Monti in materia di risanamento dei conti pubblici e di interventi strutturali, ma chiede che la riforma del mercato del lavoro affronti l'incertezza sui licenziamenti, in modo che le imprese e i datori di lavoro possano sentirsi più fiduciosi al momento di assumere, e rivela anche che il monitoraggio sui conti dell'Italia deciso dal G-20 al summit di Cannes del novembre scorso non è più necessario, perchè oggi “mercati e investitori hanno maggior fiducia nella capacità di riforma del Governo tecnico”.

Poi, considerando problematiche e soluzioni per l'area dell'euro, propone che la Banca centrale europea sostenga la crescita con la sua politica monetaria e che i governi concedano alle banche l'accesso diretto alle risorse dei fondi salva-Stati Efsf e Esm, in modo da spezzare il circolo vizioso fra rischio sovrano e rischio bancario.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il