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Esodati e pensioni: Governo ammette numero superiore. Ma soluzioni graduali

Esodati più di 65 mila ma interventi a tappe: il piano del governo



Il governo aveva stimato che gli esodati fossero 65 mila, i sindacati, Cigil in testa, avevano fortemente protestato contro le stime del governo, ritenendo che invece lil numero degli esopdati fosse decisamente maggiore arrivando a toccare i 350mila.

“Le persone coinvolte sono purtroppo molto più numerose” rispetto ai numeri comunicati dal governo, aveva sostenuto qualche giorno fa la Cisl, che avvertiva: “Minimizzare questo problema che assilla tantissime persone è sbagliato e crea rischi seri per la coesione sociale”. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, aveva replicato sostenendo che i dati sono frutto di un controllo scrupoloso.

Ora arriva l’ammissione: il sottosegretario all' Economia, Gianfranco Polillo, ha detto “È ovvio che ci sono più esodati dei 65 mila, ma sono scaglionati nel tempo. Ci sono quelli che rimarranno senza stipendi e senza pensioni nel 2013, altri nel 2014 e via dicendo. Anno per anno si provvederà. Non possiamo risolvere il problema tutto subito perché dovremmo mettere a bilancio una cifra spropositata che ci farebbe saltare tutti gli equilibri finanziari. Per i 65 mila di cui ha sempre parlato il governo e che sono stati confermati nel comunicato del ministero del Lavoro dell' altro ieri c' è la copertura totale. Si tratta di 5 miliardi nel periodo 2013-2019. Per gli altri si vedrà”.

Intanto, il ministro Fornero punta a varare il provvedimento sulla salvaguardia degli esodati con ammortizzatore aperto in corso e requisiti di pensionamento in maturazione nei prossimi due anni, d'intesa con il ministero dell'Economia, a metà maggio e comunque abbondantemente in anticipo rispetto alla scadenza del 30 giugno.

Il governo, poi, in base ai numeri che vogliono più dei 65mila esodati inizialmente calcolati, prevede di dar vita a interventi a più tappe per un provvedimento ad hoc, probabilmente da varare in autunno, per garantire l'accesso alla pensione con i requisiti in vigore prima della riforma Fornero a chi si troverà a transitare dalla Cassa integrazione straordinaria o speciale alla mobilità nel 2013 e anche nell'anno successivo. Ma si partirà comunque dalla platea di 65mila lavoratori confermata dalla ricognizione dei tecnici di Lavoro, Inps e Ragioneria generale dello Stato.
 

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il