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Imu 2012 prima e seconda casa, uffici e negozi, terreni agricoli. Novità e cambiamenti ufficiali

I cambiamenti ufficiali dell’Imu 2012: case, negozi e modalità di pagamento


Si torna a parlare di Imu e sembrano ancora ben lontane le linee di definizione soprattutto per quanto riguarda i pagamenti. La Commissione Finanze alla Camera ha detto sì all’emendamento che permette ai proprietari di abitazione principale di scegliere se pagare in due o tre rate.

Nel primo caso, l'appuntamento rimane fissato per il 18 giugno, seconda tappa è il 16 settembre (in realtà sarà il 17, lunedì). Gli acconti di giugno e settembre vengono calcolati sull'imposta ad aliquota standard (33% a ogni rata per chi sceglie il doppio appuntamento, 50% per chi versa tutto l'acconto a giugno), mentre i conti di dicembre saranno fatti considerando le variazioni delle aliquote che ciascun Comune stabilirà.

Dal 2013, comunque, il calendario tornerà a essere scandito nelle consuete due date di giugno e dicembre. Il contribuente, dunque, entro il 16 giugno, scadenza della prima rata, potrà decidere se pagare il 33%, e avere altre due rate (a settembre e dicembre), oppure pagare il 50% e avere una seconda e ultima rata a dicembre.

Il pagamento dell’acconto di giugno sarà effettuato con le aliquote di base e la detrazione già fissata per la prima abitazione. Il pagamento della prima rata dell'imposta municipale per il 2012 dovrà essere effettuato senza applicazione di sanzioni ed interessi.

Per il calcolo bisognerà moltiplicare per 160 la rendita catastale (rivalutata del 5%), applicare l'aliquota di base (il 4 per mille sulla prima casa, il 7,6 per mille su tutti gli altri immobili) e togliere le detrazioni forfettarie, che sono pari a 200 euro più 50 euro per ogni figlio a carico di età fino a 26 anni.

A settembre si pagherà un altro terzo della somma, per le prime case, e a dicembre, con il saldo, si pagherà il resto, tenendo conto delle aliquote effettivamente stabilite nel frattempo dal Comune di residenza, che possono essere il 2 per mille in più o in meno per la prima casa (quindi dal 2 al 6 per mille) e il 3 per mille in più o in meno sugli altri immobili (per i quali l'Imu può variare, dunque, da un minimo dello 0,46% al massimo dell'1,06%).

Nel caso di coniugi separati o divorziati, a pagare la nuova imposta sulla casa in questo caso sarà chi ci abita, a prescindere dal fatto che ne sia proprietario; ai fini dell'Imu vale dunque il diritto di abitazione.

Le detrazioni valgono solo per la prima casa e sono pari a 200 euro più 50 euro per ogni figlio a carico fino ai 26 anni (al massimo, in totale, 600 euro) e i coniugi conviventi che posseggono due case e dichiarano residenze separate potranno applicare le detrazioni (ma anche l'aliquota agevolata, più bassa) alla sola abitazione in cui hanno dimora abituale.

Per evitare abusi sulla prima casa, inoltre, l'aliquota agevolata e la detrazione si applica dunque per l'immobile dove abita tutto il nucleo familiare e comunque sarà possibile solo un’agevolazione a famiglia. La vera stangata Imu si abbatterà soprattutto sui possessori di seconde case.

In questo caso l'aliquota fissata è al 7,6 per mille suscettibile però di rialzo e nonostante i Comuni non abbiano ancora comunicato questi rialzi, secondo le stime, in alcune città, l'aliquota sulla seconda casa potrebbe arrivare anche al massimo del 10,6 per mille. L'Imu sulla seconda casa si calcola come per la prima: rendita catastale X 105 X 160= base imponibile. Una volta arrivati alla base imponibile l'aliquota da applicare è dello 0,76%. In questo caso non sono previste detrazioni.

Per quanto riguarda negozi, uffici, capannoni, dopo aver adeguato le rendite del 5% (moltiplicando X 105%) il coefficiente cambia, arrivando al 55% per i negozi, al 60% per i fabbricati rurali strumentali (ma anche per i capannoni industriali) e al 140% per i laboratori artigiani, dell'80% per gli uffici. La nuova imposta comunale sugli immobili avrà l'aliquota al 10,6 per mille.

Ad incidere molto sulla tassazione dei negozianti saranno i nuovi meccanismi di calcolo delle basi imponibili. Le rendite degli immobili classificati dal catasto come C/1 (negozi e botteghe, appunto), oltre ad essere aggiornate del 5%, andranno moltiplicate per il nuovo coefficiente di rivalutazione, che passerà da 34 a 55, cui si sommerà un’altra variabile, cioè l’aliquota che sarà stabilita dai Comuni.

Per i fabbricati rurali strumentali all'attività agricola (stalle, cascine, fienili) l’aliquota è del 2 per mille. Le modifiche prevedono l’esenzione per i fabbricati rurali strumentali situati nei comuni di montagna con altitudine superiore ai 1.000 metri e il ripristino al 25% dell’abbattimento della base imponibile a favore degli immobili degli imprenditori agricoli professionali.

Previsto poi l’aumento da 130 a 135 del moltiplicatore applicato ai fini della determinazione della base imponibile Imu dei terreni posseduti da soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. L’Imu si potrà pagare in un primo momento oltre che con il modello F24 anche con bollettino di c/c postale.

I modelli telematici sono stati aggiornati sostituendo la dicitura ‘Ici’ con ‘Imu’ e sono stati anche istituiti i codici necessari per il versamento dell'imposta, inclusi gli interessi e le sanzioni in caso di ravvedimento.  Il vecchio modello cartaceo potrà essere comunque utilizzato fino al 31 maggio 2013.




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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il 18/04/2012 alle ore 07:10