Mutui 2012: quale scegliere? Il variabile rispetto al fisso. I motivi

Gli italiani preferiscono i variabili: andamento mutui e scelte migliori



L’Euribor cala e i suoi valori vanno ad incidere ed anche molto sull’andamento dei mutui. In un’Italia tecnicamente in recessione, l'attività creditizia evidenzia andamenti lievemente crescenti, anche se in flessione rispetto a qualche mese prima, segnale diciamo positivo per chi desidera accendere un mutuo per l’acquisto per la prima casa.

Gli Euribor che continuano a scendere si avvicinano sempre più ai minimi di sempre toccati il 31 marzo 2010 quando l'Euribor a 1 mese toccò lo 0,397% e il trimestrale lo 0,634%.

Questo calo repentino fa sorridere certamente coloro che hanno mutui a tasso variabile perché questa categoria di mutuatari vedrà ridursi sensibilmente il peso delle rate mensili. Per fare un esempio, su un mutuo di 150mila euro da rimborsare in 25 anni, la rata di maggio sarà meno cara di circa 50 euro.

Il calo dei tassi Euribor è accompagnato da un’inversione di tendenza dell’andamento degli spread bancari che dopo aver raggiunto le stelle stanno tornando su livelli più competitivi. Gli istituiti, infatti, li stanno ritoccando in modo da creare concorrenza sul mercato e cercar di dar vita ad un effetto domino che questa volta però funzioni in maniera decisamente opposta all’anno scorso, quando tutte le banche portavano al rialzo i loro tassi.

Questa novità  coinvolge diversi istituti, come Cariparma, che ha deciso di ampliare il plafond dei finanziamenti destinati alle famiglie a 2,5 miliardi di euro lanciando una ‘Campagna Mutui casa’ e proponendo uno spread sul tasso variabile con durata 20 anni al 2,6% (al 2,85% per il trentennale); e Bnl-Bnp Paribas, che ha ridotto lo spread dal 3 al 2,95%.

Nonostante la crisi e le certezze che i mutui a tasso fisso offrono, considerando che assicurano il pagamento della stessa rata sempre da momento della stipula in poi nonostante gli oscillamenti del mercato e le tensioni, gli italiani continuano a preferire il tasso variabile e il fisso resta ancora solo per pochi, a causa di rate che seppur sempre fisse sono comunque più alte di quelle del variabile.

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di Marcello Tansini pubblicato il