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Crisi economica Italia 2012: Aprile tra i mesi più negativi. Previsioni 2013 Monti

Passera “E’ il momento più difficile”. I dati confermano l’allarme



L’economia italiana continua a vivere un periodo di crisi nera, salgono le tasse, si riducono gli stipendi e a confermare questa allarmante situazione arrivano anche gli ultimi dati rilevati: la recessione sarà più dura del previsto e per gli italiani il peso del fisco si farà sentire, con una pressione tributaria che volerà oltre il 45% per ben tre anni, con nuovi record assoluti che stracciano il 43,7% segnato nell'anno dell'Eurotassa.

Il governo aggiorna le sue stime con il Def che arriva sul tavolo del Consiglio dei Ministri quasi in contemporanea con il Fondo Monetario Internazionale, che condannerebbe l'Italia ad una recessione di due anni. Per il governo, invece, il Pil italiano crollerà quest'anno a -1,2%, peggio del -0,4% previsto precedentemente ma sempre molto meglio del -1,9% delle nuove previsioni diffuse dal Fmi.

Poi, mentre gli esperti internazionali prevedono un ulteriore calo nel 2013 (-0,3%), i tecnici del Tesoro italiano puntano su un rimbalzo di +0,5%. Il nodo di fondo rimane quello dell'impegno che l'Italia ha preso in sede europea, primo tra tutto il pareggio di bilancio.

Per il governo non servirà una manovra per correggere i conti pubblici che però, senza alcun dubbio, risentiranno dell'impatto della minore crescita. Il pareggio di bilancio del 2013 non sarà reale. Altro nodo insoluto quello del debito pubblico: nel 2011 era già salito al 120,1% e quest'anno balza di ulteriori tre punti, a 123,4%.

“Non è possibile aspettare che la tempesta passi e la parentesi si chiuda. La crisi che viviamo dal 2008 può avere un impatto duraturo. In futuro i proventi della lotta all'evasione fiscale dovranno essere utilizzati anche per ridurre le aliquote fiscali”, secondo quanto affermato dal premier Mario Monti nella Relazione che accompagna la bozza del Def.

L'Italia può aumentare il pil di altri 5 punti entro il 2020 con riforme ad elevato grado di intensità, secondo un calcolo ipotizzato nel Piano delle riforme del governo.

Servirebbe una riduzione del 23% degli oneri amministrativi, -35% su barriere per avvio impresa e calo di 4,3 punti del rapporto tra costi e valore beni prodotti. Intanto aprile si attesta come il mese più negativo vissuto fino ad oggi: la crisi di fa sentire realmente e concretamente e lo si nota nei gesti di estrema disperazione di imprenditori e lavoratori rimasti senza nulla e nei timori negli acquisti da parte degli italiani che hanno tagliato ogni spesa superflua e futile, preoccupati anche dalle prossime dichiarazioni dei redditi.

Nulla dunque può far ben sperare al momento. Lo stesso ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, ha detto “È il momento più difficile, la crisi morde e si sente nella vita della gente. Siamo in grande ansia e partecipazione per quello che succede attorno”, ma anche sottolineato che l’esecutivo ha contribuito a salvare l'Italia dallo scivolamento “Se fossimo diventati un'altra Grecia, non ci sarebbe stato niente per nessuno. L'Italia, insomma, è la prova evidente che pur partendo da situazione di grandissima crisi, si può riconquistare velocemente credibilità”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il