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Riforma del lavoro 2012: partite iva, contratti a termine e ammortizzatori. Novità in arrivo

Novità in arrivo sulla riforma lavoro: cosa cambia



Insieme alla riforma delle pensioni e quella fiscale, la riforma del lavoro è il nodo cruciale che il governo Monti si appresta a risolvere, che dovrebbe rivoluzionare il mondo del lavoro e dei licenziamenti, e che ha scatenato nelle ultime settimane non poche proteste e malcontenti.

Tante le questioni aperte, come quella degli esodati, per cui però il ministro del Lavoro Elsa Fornero assicura soluzioni in tempi brevi e soluzioni ad hoc, considerando anche le discrepanze dei numeri forniti negli ultimi giorni sulla categoria. Ma “La riforma del lavoro varata dal governo Monti va nella direzione giusta, va solo completata trovando le risorse per il sistema degli ammortizzatori sociali”, secondo il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco.

“In questi ultimi anni, ha osservato Visco, abbiamo vissuto una fase di apertura del mercato del lavoro ai giovani, con le riforme e la flessibilità introdotte in questo Paese. Purtroppo lo abbiamo fatto con forme non tanto eque e non tanto efficienti. La riforma appena varata va in questa direzione. Ma è da completare, bisognerà trovare le risorse per un sistema più completo di ammortizzatori sociali”.

Intanto il ministro Fornero ha anche annunciato che “È possibile fare qualche modifica, non per fare arretrare il provvedimento, ma per migliorarlo. Non è un testo definitivo e può essere migliorato, ma senza arretramenti”.

Sulle possibili modifiche sulla flessibilità in entrata Fornero ha dichiarato che sono state esaminate varie forme di contratto per evitare gli abusi. E ha anche aggiunto: “Se qualcuno indica altre strade per combattere gli abusi e il precariato ci va benissimo. La riforma è importante per il Paese, il governo non ha la pretesa di sapere tutto”.

La nuova riforma del lavoro che punta alla crescita di Italia e alla regolarizzazione dell’occupazione, soprattutto per i più giovani, colpirà i titolari di partita Iva: si lavora, infatti, per precisare i criteri che consentano a quelle effettive di non rientrare nell'obbligo di trasformazione del contratto. Sui contratti a termine, invece, potrebbero arrivare novità sui periodi di ‘inibizione’ di riassunzione del lavoratore a termine.

Potrebbe, inoltre, arrivare qualche modifica come la riscrittura dei licenziamenti disciplinari per tornare al testo iniziale dell'intesa, eliminando così il riferimento alla sanzione conservativa sulla base delle previsioni della legge che amplia la discrezionalità del giudice, correzione che potrebbe arrivare anche dal Governo.Tra le ipotesi al vaglio anche l'introduzione di una sorta di moratoria della malattia, per evitare il rischio di frodi, nel periodo della conciliazione prevista in caso di licenziamento.

 
Autore:

Marcello Tansini

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Autore: Marcello Tansini
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