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Spesometro: cellulari e telefoni con ricariche e bollette 2011-2012. Dati al Fisco

Le spese al controllo del Fisco: anche bollette telefoniche e di cellulari



Il termine scade il prossimo 30 aprile, quello per la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva relative all'anno 2011 attraverso il software di trasmissione reso disponibile gratuitamente dall'Agenzia.

Al via dunque il nuovo spesometro 2012 che tra le ultime novità comunicate dal fisco comprenderà d’ora in poi anche le spese per telefoni e cellulari che i contribuenti italiani sostengono. Gli operatori telefonici dovranno fornire al Fisco entro il primo ottobre sia i contratti con la clientela business (per intenderci imprese e professionisti) sia quelli con i privati cittadini.

Il nuovo spesometro permetterà al fisco controllare gli acquisti degli italiani per scovare chi dichiara molto meno di ciò che effettivamente percepisce. Lo spesometro agirà su due fronti: da un lato, l'agenzia delle Entrate potrà individuare chi spende oltre quello che potrebbe e far scattare l'accertamento.

Dall’altro lato, il software che l’agenzia delle Entrate permetterà di sapere qual è il reddito atteso dal fisco in base ad alcuni parametri sul tenore di vita: a quel punto ogni singolo contribuente può decidere di adeguarsi spontaneamente.

I contribuenti dovranno comunicare le operazioni soggette all’obbligo di fatturazione di importo pari o superiore a 3.000 euro al netto dell’Iva, effettuate dal primo gennaio 2011 al 31 dicembre 2011; dovranno comunicare le operazioni non soggette all’obbligo di fatturazione di importo pari o superiore a 3.600 euro al lordo dell’Iva, effettuate dal primo 2011 al 31 dicembre 2011; e potranno comunicare anche le operazioni sotto soglia.

Per quanto riguarda le operazioni per le quali è previsto l’obbligo di emissione della fattura, bisogna trasmettere, per ciascun cliente e fornitore, l’importo complessivo di tutte le operazioni attive e passive effettuate. In pratica, occorrerà comunicare tutte le operazioni, di qualunque importo, per l’ammontare complessivo realizzato nell’anno di riferimento con ciascuna controparte, per cui si può dire che la comunicazione assume la natura dell’elenco clienti e fornitori.

Per quanto, invece, riguarda le operazioni per le quali non è previsto l’obbligo di emissione della fattura, la comunicazione telematica deve essere effettuata qualora le operazioni stesse siano di importo non inferiore a 3.600 euro, comprensivo dell’iva, per cui in questo caso l’adempimento mantiene la configurazione originaria, in quanto si dovranno comunicare le singole operazioni (e non l’ammontare complessivo), ma solo se di importo almeno pari a 3.600 euro.

Escluse dalla comunicazione le operazioni oggetto di segnalazione all’Anagrafe tributaria, tutte quelle operazioni che sono sottese ai rapporti finanziari esenti da Iva, le operazioni di coassicurazione e quelle di tipo finanziario effettuate tra compagnie di assicurazione. Escluse dallo spesometro anche le operazioni relative a rapporti tra operatori finanziari con finalità di mero regolamento contabile (si tratta di operazioni non rilevanti per il monitoraggio delle situazioni a rischio di evasione).

Entro il 30 aprile i commercianti dovranno comunicare anche i dati dei clienti stranieri che hanno effettuato acquisti pari o superiori a 3.600 euro nel corso del secondo semestre 2011: per l'identificazione dei clienti italiani il commerciante deve aver chiesto il numero di partita Iva o il codice fiscale, che è ricavabile anche dalla tessera sanitaria, mentre per i turisti o gli acquirenti stranieri è necessario sapere nome e cognome, luogo e data di nascita, sesso e domicilio fiscale. Lo spesometro allunga poi la scadenza per la comunicazione degli acquisti pagati con carte di credito, bancomat e prepagate.

Gli intermediari finanziari avranno tempo fino al prossimo 15 ottobre (rispetto al termine originario del 30 aprile) per segnalare lo shopping a partire da 3.600 euro effettuato tra il 6 luglio e il 31 dicembre 2012. Entro il prossimo 15 ottobre, dunque, i soggetti emittenti italiani o stabiliti sul territorio italiano dovranno segnalare i dati relativi alle operazioni rilevate dal 6 luglio al 31 dicembre 2011, il numero di codice fiscale degli operatori commerciali con i quali hanno stipulato un contratto di installazione e utilizzo dei dispositivi Pos (Point of sale) per ricevere pagamenti con moneta elettronica insieme al codice di ogni terminale.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il