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Esodati: pensioni per 65mila con decreto Fornero. Per altri novità ritorno lavoro e part-time

Ritorno al lavoro e nuovi impieghi: nuove prospettive per gli esodati



Continua a tenere banco la questione esodati: dopo le polemiche degli giorni scorsi scoppiate a causa delle stime del governo che parlavano di numeri decisamente inferiori rispetto alla platea dei coinvolti, dopo che il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha più volte ribadito e assicurato che entro il prossimo 30 giugno arriverà un decreto ad hoc per questa categoria di lavoratori, oggi spunta l’ipotesi della possibilità di ritorno a lavoro per gli esodati di oggi.

Ad ipotizzarlo è stato lo stesso ministro Fornero, secondo cui potrebbero tornare al lavoro alcuni di quei lavoratori che oggi, in base a accordi stipulati entro il 4 dicembre 2011, stanno godendo di trattamenti d' integrazione al reddito in vista di una pensione che la riforma previdenziale ha spostato però più in là rispetto al previsto.

Il tutto riportato nella lettera che ha invitato ai sindacati, Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Nella lettera si legge: “Sono dell’avviso che le incertezze e i dubbi (sulla platea degli esodati) siano stati determinati, in buona misura, dalla confusione tra platee ben distinte”.

Secondo quanto spiega la Fornero esistono, infatti, due platee, la prima composta da 65 mila lavoratori e riguarda i salvaguardati per i quali è prevista l' adozione del decreto ministeriale entro il 30 giugno 2012 e che dunque hanno la loro copertura; e la seconda, quella dei lavoratori per i quali, in base ad accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011, fosse previsto, al termine di un percorso di fruizione di strumenti di integrazione reddituale (Cig, mobilità), l’accesso al trattamento pensionistico. Tra le ipotesi in gioco anche quella di nuove prospettive di lavoro, nuovi impieghi e impieghi part time.

“Confido che ove lasso temporale che separa i lavoratori dalla pensione fosse ampio, non si debba ipotizzare solo il ricorso ad un accesso al trattamento pensionistico piuttosto che di prolungamento di integrazioni salariali, quanto lavorare anche nella prospettiva di offrire nuove opportunità occupazionali in funzione dell'auspicata ripresa economia così da evitare di disperdere professionalità utili”, ha concluso il ministro

Autore:

Marcello Tansini

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Autore: Marcello Tansini
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