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Spesometro 2012: spese da comunicare. Telefoni e cellulari inviati al Fisco in automatico

Spese cellulari nel mirino del Fisco: novità e problemi



Italiani e ogni spesa effettuata nel mirino del fisco: sempre più rigidi diventano, infatti, i controlli fiscali su acquisti e simili da parte degli italiani. Finiranno, infatti, sotto la lente di ingrandimento dello spesometro 2012 anche le spese per telefoni e cellulari che i contribuenti italiani sostengono.

Gli operatori telefonici dovranno fornire al Fisco entro il primo ottobre sia i contratti con la clientela business (per intenderci imprese e professionisti) sia quelli con i privati cittadini.

Si tratta di una decisione molto discutibile perché ci sono attività non troppo redditizie che comunque richiedono l’utilizzo frequente del cellulare o anche esigenze personali che possono spingere ad usare molto il telefono. Pensiamo ad un esempio ad un padre che ha a carico una figlia adolescente che, inconsapevole di costi e conseguenze, passa ore ed ore al telefono con il fidanzato che vive in un’altra città. 

Oltre alla spesa per bollette telefoniche o ricariche il nuovo spesometro rileverà anche il numero di utenze intestate a ogni contribuente. E c’è anche un’altra delicata questione connessa allo spesometro applicato a dati così personali: la potenziale violazione della privacy che scaturisce in questo caso dai controlli delle bollette, tanto che il Garante della privacy, Francesco Pizzetti, ha già espresso parere contrario al provvedimento.

Il nuovo spesometro permetterà al fisco controllare gli acquisti degli italiani per scovare chi dichiara molto meno di ciò che effettivamente percepisce e lo farà lavorando su due fronti: da un lato, l'agenzia delle Entrate potrà individuare chi spende oltre quello che potrebbe e far scattare l'accertamento, dall’altro lato, il software che l’agenzia delle Entrate permetterà di sapere qual è il reddito atteso dal fisco in base ad alcuni parametri sul tenore di vita: a quel punto ogni singolo contribuente può decidere di adeguarsi spontaneamente.

I contribuenti dovranno comunicare le operazioni soggette all’obbligo di fatturazione di importo pari o superiore a 3.000 euro al netto dell’Iva, effettuate dal primo gennaio 2011 al 31 dicembre 2011; dovranno comunicare le operazioni non soggette all’obbligo di fatturazione di importo pari o superiore a 3.600 euro al lordo dell’Iva, effettuate dal primo 2011 al 31 dicembre 2011; e potranno comunicare anche le operazioni sotto soglia.

Per quanto riguarda le operazioni per le quali è previsto l’obbligo di emissione della fattura, bisogna trasmettere, per ciascun cliente e fornitore, l’importo complessivo di tutte le operazioni attive e passive effettuate.

In pratica, dovranno essere comunicare tutte le operazioni, di qualunque importo, per l’ammontare complessivo realizzato nell’anno di riferimento con ciascuna controparte, per cui si può dire che la comunicazione assume la natura dell’elenco clienti e fornitori.

Il termine per la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva relative all'anno 2011 attraverso il software di trasmissione reso disponibile gratuitamente dall'Agenzia  scade il prossimo 30 aprile.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il